• PizzolanteImagoeconomica_644512

    #PENSIONI, PIZZOLANTE: DA #CGIL UN NO POLITICO

    Susanna Camusso e la Cgil ancora una volta agiscono in una logica non sindacale ma politica: di fatto sono a traino della sinistra anti-Renzi e anti-Pd”. Per Sergio Pizzolante, deputato di Ap, il sindacato di corso Italia “e come Mdp che non vuole sentire ragioni di nessuno tipo e sta fuori dalla coalizione di centrosinistra, così fa la Cgil in campo sociale. La Cgil è un doppione di Mdp”. In un’intervista alla Dire, Pizzolante loda l’azione del governo in materia di pensioni: “Il governo ha fatto un’operazione giusta, intelligente, che da una parte non rompe gli equilibri del sistema previdenziale e allo stesso tempo da’ risposte certe a quelle categorie piu’ disagiate, con aperture notevoli per decine di migliaia di lavoratori che chiedono giustamente di andare in pensione un po’ prima. Ci sono anche aperture sull’Ape social”. Alla luce del “sì della Cisl, che è un sindacato serio che si muove in un’ottica tutta sindacale, e del probabile sì della Uil, resta il no della Cgil che si muove in un’ottica tutta politica. Il governo ce l’ha messa tutta e continuerà a farlo- aggiunge- ma la Cgil sta giocando sul terreno sociale la stessa partita che si sta giocando sul terreno politico. Non ci sono questioni di merito, qualsiasi ulteriore apertura del governo avrà il no della Camusso e della Cgil”.
  • sergio-pizzolante

    #LeggeBilancio, Pizzolante: Sindacati si pongano problema #giovani, non solo #pensionati

    “Il Governo sta facendo un approfondimento sulle risorse da destinare al tema delle pensioni. Allo stesso tempo noi stiamo cercando di trovare risorse da destinare ai giovani, all’occupazione. Non sono d’accordo con chi dice o l’uno o l’altro, bisogna intervenire su tutte e due le questioni. Certo, sono consapevole che servono molte risorse, anche per evitare di dare briciole a entrambi. Proprio su questo punto c’è un approfondimento in corso. I sindacati si pongano anche il problema dei giovani e non solo dei pensionati”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante, intervenendo a Coffee Break su La7.
    “Sul tema pensioni, quando abbiamo approvato la legge Fornero ci trovavamo in un momento drammatico e i risultati prodotti sono stati eccessivi. Siamo passati in pochi giorni dal Paese che mandava i lavoratori in pensione prima a quello con l’età più alta. Oggi abbiamo di fronte a noi due problemi: frenare questa progressione sull’attesa di vita, e in merito è stata presentata una proposta da Damiano e Sacconi che ho sottoscritto; l’altro tema è trovare le risorse per affrontare la questione che riguarda appunto le donne. Con l’ape sociale – ha aggiunto Pizzolante – siamo già intervenuti, correggendo la Fornero, consentendo di far andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima alcune categorie sociali, come i cassaintegrati o i disoccupati, e per lavori gravosi. Ritengo che questo intervento possa essere allargato anche alle donne con figli. In tal senso va la proposta del ministro Poletti che prevede un anticipo di due anni rispetto ai 67 anni e sei mesi di oggi, su questo punto se troveremo le risorse si può fare anche di più”.
  • Sergio Pizzolante

    PIZZOLANTE: BENE PROPOSTA DEL GOVERNO SU #PENSIONI, SOSTERREMO RIFORME

    “Con la legge Fornero siamo passati da una posizione di maggior favore sulle pensioni, ad una peggiore, la più rigida d’Europa. Oggi, grazie alle riforme del governo, siamo nelle condizioni di apportare una correzione, introducendo una maggiore flessibilità in uscita. Una proposta equa che ci vede completamente d’accordo, del resto sosteniamo questa posizione da tempo. Siamo inoltre particolarmente soddisfatti che vi sia una convergenza del sindacato.” Così il Capogruppo di Area popolare in commissione Lavoro, Sergio Pizzolante, commentando la proposta del governo di anticipo dell’età pensionabile.

  • EXPO, ASSEMBLEA ASSOLOMBARDA CONFINDUSTRIA CON MATTARELLA - FOTO 7

    Lupi: #Boeri propone che lo Stato freghi i pensionati

    “Il presidente dell’Inps non è ancora il ministro del Welfare. Ha ovviamente tutto il diritto di avanzare ipotesi di riforma delle pensioni, anche se ci piacerebbe di più una sua maggiore dedizione al governo dell’ente che deve dirigere, meno presenzialismo mediatico, e che non si confondesse rispetto al suo ruolo. Quanto al merito della sua proposta di tagliare ai ‘ricchi’ che ricevono pensioni superiori a 2.000 euro lascio giudicare a qualunque anziano che paghi un affitto e faccia la spesa in una grande città se 2.000 euro possa essere considerata la soglia della ricchezza, ma soprattutto se questa geniale pensata del professor Boeri possa essere applicata a ritroso per pensionati e pensionandi, distruggendo il principio della certezza del diritto e minando ulteriormente il rapporto tra il cittadino e lo stato. Boeri parla di equità, ma la prima equità è che pacta sunt servanda, se il primo a tradire i patti e la fiducia dei cittadini è lo Stato viene minato alla base proprio il principio di coesione sociale e di solidarietà che Boeri dice di voler difendere. Non è certio questo il modo di aiutare la ripresa che il paese sta finalmente agganciando”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.