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    PIZZOLANTE: NO A RICATTI #CGIL, ENTRO 15 MAGGIO NUOVA LEGGE SU #VOUCHER

    “Ampliamento delle possibilità di utilizzo del lavoro intermittente; introduzione di un nuovo istituto denominato ‘Lavoro ad orario ridotto’; nuova regolamentazione del lavoro occasionale, limitata nella portata applicativa e con maggiori tutele per i lavoratori. Sono questi i tre punti fondamentali su cui si basa la proposta di legge che abbiamo presentato questa mattina insieme al Ministro Alfano ed ai capigruppo di Camera e Senato, Maurizio Lupi e Laura Bianconi. Non possiamo affidare la riforma del mercato del lavoro alla Cgil e non cederemo ai suoi ricatti, siamo disponibili invece ad un confronto serio con le associazioni di categoria e con i sindacati che non stanno assumendo un atteggiamento talebano e strumentale di guerra al governo. Non neghiamo che ci siano stati utilizzi illegittimi dei voucher ma bisogna colpire gli abusi e non gli strumenti. Anzi, è quantomai necessario dare risposte concrete alle imprese, alle famiglie ed alle associazioni. Abbiamo fatto un accordo con Gentiloni che entro il 15 maggio andremo a colmare il vuoto normativo dato dall’abolizione dei voucher e lo faremo con la nostra proposta di legge.” Così il capogruppo in Commissione Lavoro di Alternativa popolare Sergio Pizzolante, durante la presentazione della proposta presso la sede del partito
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    Lavoro intermittente, mini Jobs e bonus famiglia – La proposta di #AP

    Ampliamento delle possibilità di utilizzo del lavoro intermittente; introduzione di un nuovo istituto denominato ‘Lavoro ad orario ridotto’; nuova regolamentazione del lavoro occasionale, limitata nella portata applicativa e con maggiori tutele per i lavoratori. Sono questi i cardini della proposta di legge di Alternativa Popolare, depositata ieri a Montecitorio, che mira a colmare il vuoto normativo nato dopo l’eliminazione dei voucher.

    In particolare, l’articolo 1 del provvedimento, stabilisce che il contratto di lavoro intermittente è il contratto, anche a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può “utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo “. La norma si applica a tutti i settori economici e viene soppressa la limitazione per età precedentemente prevista ( era limitata ai soggetti con meno di 25 anni di età o con più di 55 anni). In ogni caso, con l’eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il ricorso ad esso è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari, superato il quale il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
    L’articolo 2 prevede l’introduzione del lavoro a orario ridotto, sul modello dei ‘mini jobs’ in uso in Germania. Diversamente dall’istituto del lavoro intermittente, nel quale il lavoratore da la sua disponibilità e attende la chiamata, nel lavoro ad orario ridotto il lavoratore concorda, con un datore di lavoro, l’utilizzo della sua prestazione lavorativa in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. I limiti posti sono: un periodo massimo di lavoro complessivamente non superiore a 70 giornate nell’arco di un anno e per un monte di ore non superiore a 500, anche variamente distribuite tra le giornate lavorative. In caso di superamento del predetto periodo di 70 giorni il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Il costo orario della prestazione di lavoro a orario ridotto è fissato con decreto del Ministro del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative , in attesa del quale il costo orario è fissato in 12 euro. Il contratto di lavoro a orario ridotto non può dar luogo, per il lavoratore a compensi superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile. Di conseguenza la prestazione di lavoro del contratto di lavoro a orario ridotto è esente da imposizione sul reddito delle persone fisiche. Tuttavia il datore di lavoro provvede al versamento per conto del lavoratore dei contributi previdenziali all’INPS, in misura pari al 13 per cento del costo orario e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento. Di conseguenza il lavoratore ha diritto alle garanzie sociali in caso di malattia e infortunio.
    Con l’articolo 3 infine si riprendono le tematiche del ‘lavoro occasionale’. Il nuovo istituto si applica alle attività lavorative saltuarie rese a favore di famiglie (lavori domestici, baby sitting, assistenza domiciliare temporanea, insegnamento privato supplementare, lavori di giardinaggio e di manutenzione) e a favore di associazioni di volontariato o a committenti non imprenditori per la realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli, o destinate allo sviluppo del turismo locale. O per interventi in caso di calamità naturali Le attività lavorative di natura occasionale, non possono dar luogo a compensi non superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile e di 2.000 euro relativamente alle attività lavorative svolte a favore di un singolo committente.
    Per usufruire delle prestazioni i committenti acquistano attraverso modalità telematiche o presso le rivendite autorizzate uno o più pacchetti di coupon lavoro orari, numerati progressivamente e datati, per prestazioni di lavoro occasionale. Al fine di evitare abusi i dati identificativi degli acquirenti e il numero dei coupon acquistati sono trasmessi, dai soggetti presso i quali è stato effettuato l’acquisto a una banca dati, nella quale confluiscono anche i dati sull’uso dei coupon. L’incrocio dei dati, assieme all’altra previsione che I coupon lavoro non possono essere ceduti a terzi, consente di ridurre fortemente i possibili abusi. Il valore nominale dei coupon lavoro orari è fissato con decreto del Ministro del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative , in attesa del quale il costo orario è fissato in 12 euro.
    I coupon lavoro sono esenti da imposizione fiscale e il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i coupon lavoro orari, effettuando il versamento per suo conto dei contributi previdenziali all’INPS, , in misura pari al 13 per cento del valore nominale del coupon lavoro e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento. Quanto alle sanzioni, nei casi in cui venga accertato l’improprio utilizzo del buono lavoro, sia da parte della committenza, che dei lavoratori, ferme restando le conseguenze penalmente rilevanti in caso di false dichiarazioni, il superamento dei limiti quantitativi e qualitativi di utilizzo di tali forme di lavoro, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 600 ad euro 3.600. E’ prevista inoltre la trasformazione del rapporto in un rapporto di lavoro di natura subordinata a tempo indeterminato, qualora le prestazioni rese risultino funzionali all’attività di impresa o professionale.

    Scarica la nostra proposta: Pdl Ap lavoro occasionale

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    Lupi-Pizzolante: a giugno la Camera discuterà la nostra legge alternativa su #Voucher

    La Camera dei deputati discuterà nel mese di giugno la nostra proposta di legge ‘Nuove disposizioni per il lavoro accessorio’ alternativa alla eliminazione dei voucher. Come promesso Alternativa popolare ne ha ottenuto l’iscrizione nel calendario dei lavori dell’Assemblea di Montecitorio. Domani presenteremo anche due nostri emendamenti al decreto governativo: uno per prolungare sino al 15 maggio la possibilità di acquisto dei voucher utilizzabili entro la fine del 2017, interrotta lo scorso 17 marzo; il secondo per l’ampliamento dell’applicabilità delle norme sul lavoro a chiamata. Quello della flessibilità del lavoro occasionale è un punto sul quale non accetteremo ritorni al passato che rimandino nel nero i tanti giovani, precari e disoccupati che grazie ai voucher hanno in questi anni potuto lavorare in quelle piccole imprese che per la natura dei loro servizi del lavoro occasionale hanno bisogno come il pane”. Lo dichiarano in una nota congiunta Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare e Sergio Pizzolante, capogruppo in Commissione Lavoro.

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    Pizzolante: Abolizione #Voucher è ritorno alla preistoria, voteremo contro

    “Noi non siamo d’accordo. L’abolizione dei voucher è un passo indietro verso la preistoria del mercato del lavoro. Significa consegnare centinaia di migliaia di giovani al lavoro nero ed è un danno enorme per le imprese; soprattutto nei settori dei servizi del commercio e del turismo. Sul piano politico e culturale significa cedere al conservatorismo ideologico della Cgil. Il governo delle riforme non può ridursi a diventare il governo che le abolisce.
    Se non ci saranno misure compensative immediate, come, solo per fare un esempio, la liberalizzazione e la semplificazione radicale del lavoro intermittente, non voteremo la fine dei voucher.” Così in una nota il Capogruppo di Area popolare in Commissione lavoro, Sergio Pizzolante.
     
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    #SPIAGGE, PIZZOLANTE: STRUMENTO PER REVISIONI DEMANIALI GIA’ C’E’

    Dico all’ottimo Ministro Calenda che il veicolo per la revisione dei canoni per le concessioni demaniali è la Legge delega preparata dal Ministro Costa con il concerto anche del Mise e approvata dal Consiglio dei Ministri. La legge è già arrivata in Parlamento, in commissione Finanze. Quindi il ddl concorrenza non può occuparsi di una materia così complicata e articolata che ha richiesto la condivisione di sette ministeri”, così in una nota il vicepresidente del gruppo Area popolare, Sergio Pizzolante. Ricordo al ministro Calenda – prosegue Pizzolante- che la legge Costa prevede le evidenze pubbliche, in linea con le direttive europee, con un periodo di transizione e il riconoscimento del valore d’impresa e della professionalità, in linea con le sentenze della Corte di giustizia europea sulle concessioni balneari e sui giochi. Dove ci sono riferimenti chiari al legittimo affidamento e all’interesse nazionale previsto nell’art 12 comma 3 della Bolkestein. Basta leggerle. In riferimento ai canoni il Ministro ha ragione quando afferma che ci sono sperequazioni non giustificabili e dice cose giuste quando evidenzia casi di speculazione sulle concessioni. Ma sono casi singoli e così vanno trattati. Ma anche sui canoni la Legge delega dice cose precise per il riordino. Quello è lo strumento”, conclude Pizzolante.

     
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    Pizzolante: solidarietà a #TizianoRenzi ed all’Italia. #Consip

    “Ho visto la canea intorno a Craxi e ai partiti della prima Repubblica, i titoli dei giornali, le trasmissioni televisive, i verbali degli interrogatori dati in pasto a cani rabbiosi, pochi minuti dopo e alcune volte durante. Un mondo di culture politiche, partiti democratici, passioni umane, è stato travolto. Tutti corrotti, tutti a casa, venga avanti il nuovo.

    Arrivo’ Berlusconi e la pellicola del film dell’orrore riparti’. Titoli dei giornali, trasmissioni e quant’altro.

    Poi arrivo’ Renzi, avanti il prossimo,ridiscende la notte e ricomincia il film. E anche Renzi diventa “il Cinghialone”.

    Basta leggere i giornali, le intercettazioni nella piazza mediatica, siamo lontanissimi dai processi, ma il processo è adesso, è qui. Ed anche la condanna, mediatica, inappellabile. Con i direttori dei giornali e i conduttori televisivi, sempre quelli, che ormai dopo aver eliminato tutti i leader si intervistano fra di loro” queste le parole del deputato di Area popolare, Sergio Pizzolante, che prosegue : “Siamo nell’arena, il popolo urla, sempre quello, quello che magari negli anni ha votato per uno dei personaggi di cui sopra contro l’altro. Vuole il sangue scorrere, ci sono i PM eroi, i manager beneficiati dai potenti che di colpo scoprono di aver ricevuto pressioni dagli stessi potenti o dai padri o dagli amici. E che fanno? Si dimettono? No rimangono lì e intanto i potenti vanno. Ci sono le intercettazioni, le T diventano Tiziano Renzi, le “bistecchine” diventano tangenti. Dai, “famolo strano” il processo, facciamolo in piazza.
    Poi quando nel processo vero, come è successo molte volte, i mostri diventano vittime, come per Ercole Incalza nel caso Lupi, nessun giornale da la notizia.
    Non so cosa ne sarà di questa inchiesta, non so se ci sono colpevoli, ma non è la cosa più importante. Ciò che è importante per me è che così l’Italia muore. Craxi, Berlusconi, Renzi, domani Grillo. Sempre più in basso, sempre peggio. Forse bisognerebbe smetterla. Anche perché non voglio trovarmi domani a difendere anche Grillo.” conclude Pizzolante.
     
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    PIZZOLANTE: NO AD ABOLIZIONE DEI #VOUCHER

    “Nel comitato ristretto sui voucher ho espresso il mio parere contrario sulle linee per il testo unico derivante dalle proposte Pd-M5S- Forza Italia. È questa una alleanza che demonizza le imprese e condanna i lavoratori al sommerso.
    Le stesse dichiarazioni del Ministro Poletti sembrano allineare il Ministero del lavoro alla Cgil. Inoltre, la relatrice On. Maestri, propone che i voucher possano essere utilizzati solo dalle aziende con 0 o 1 dipendente, con il paradosso quindi di incentivare le imprese a non assumere.
    In questo modo si azzera l’utilizzo dello strumento che come ha detto la Fondazione dei consulenti, è stato utilizzato al 98% dalle aziende e ha fatto emergere 800mila lavoratori prima sconosciuti all’INPS. È una linea folle, tutta ideologica, succube della cultura conservatrice della Cgil. Noi non ci stiamo.” Così in una nota il Capogruppo di Area popolare in Commissione lavoro, Sergio Pizzolante.
     
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    Pizzolante: #foibe sia occasione di riflessione anche su danni post verità #Giornodelricordo

    Ha fatto bene il Parlamento alcuni anni fa ad istituzionalizzare il Giorno del Ricordo, dopo che per decenni si è voluto negare questo momento. Una congiura del silenzio, la negazione della realtà. Questa ricorrenza è un fatto molto importante che deve farci interrogare, però, anche su quanto accade oggi”. Lo ha dichiarato in Aula alla Camera il vicecapogruppo di Area popolare, Sergio Pizzolante. “Siamo infatti nell’epoca della post verità. Questo deve essere, dunque, anche un giorno e un’occasione di riflessione, in termini generali, sui danni sull’uso della menzogna e della falsificazione della verità spesso veicolata sulla rete, che sono figlie della nuova ideologia ovvero la demonizzazione del passato”.
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    PIZZOLANTE: #ORFINI, VETO SU #ALFANO? STORIA IGNOBILE.

    Orfini, il fenomeno dei grandi successi romani del Pd, presidente di un partito che ha fatto tre governi con Alfano, sempre a guida Pd, capo (prova evidente dello scadimento della qualità del personale politico della seconda repubblica) di una corrente che si ispira a una nobile storia, pone adesso il veto su Alfano come alleato. Storia ignobile.” Così il vicepresidente del Gruppo Area popolare, Sergio Pizzolante.

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    Pizzolante: i ritardi sono figli della perversione #giudiziaria del Paese. #Terremoto

    Famiglie, imprese e sindaci si lamentano dei ritardi e per la burocrazia. Gentiloni dice giustamente che si rischia di perdere fiducia. Nessuno dice però la verità sino in fondo. Se a poche ore dal primo terremoto di fine agosto la magistratura sequestra i cumuli dei detriti i ritardi diventano inevitabili. Se con i corpi ancora vivi sotto un’hotel si aprono le inchieste sulle responsabilità e tutto il dibattito mediatico si incendia sulle colpe, i ritardi diventano inevitabili.
    Se ci sono Procure che indagano gli scienziati per non aver previsto i terremoti, poi abbiamo il Presidente del comitato Grandi Rischi che mette in allerta da un nuovo Vajont e i sindaci che incontrano un bel po di difficoltà a trovare i terreni a zero rischio terremoti dove collocare le casette”, così il vicepresidente del Gruppo Area popolare, Sergio Pizzolante che continua : “Se si dice ai sindaci che le scuole possono essere riaperte se si ha la sicurezza che non ci sarà un terremoto di oltre il sesto o settimo grado, le scuole rimangono chiuse. Ciò detto bisogna uscire dalla logica dell’eccesso di regole e dalla cultura del sospetto.
    Così non si colpisce la corruzione, si corrompe la democrazia che ha bisogno invece di decisioni e fiducia. Si diano più poteri ai sindaci e alla Protezione Civile. Si torni a dare il potere di decidere a chi deve rispondere ai cittadini e si metta fine alla perversione giudiziaria oggi dominante. Oggi decide chi non ha la responsabilità di rispondere a qualcuno, succede in ogni campo, è la fine della democrazia,” conclude Pizzolante.