• PizzolanteImagoeconomica_644512

    #STUPRIRIMINI, PIZZOLANTE: PREVEDERE IL DANNO D’IMMAGINE TERRITORIALE

    Dopo il clamoroso caso di violenza a Rimini, in cui 4 ragazzi nordafricani hanno stuprato la giovane turista polacca, picchiato il suo compagno e violentato un trans, io sono d’accordo con chi ha proposto il reato di tentato omicidio. Perché senza il riconoscimento di questo, soprattutto i minorenni, se la caverebbero con pochi anni di reclusione. Ma oltre al danno gravissimo alle vittime (materiale, morale, biologico, patrimoniale) c’è un altro danno: quello che indirettamente ha subito la città di Rimini.L’immagine della Riviera è stata pesantemente danneggiata“.

    A dirlo è Sergio Pizzolante, vicepresidente dei deputati di Ap.

    “E’ per questo che ritengo che il Comune, le Associazioni di categoria e Sindacati debbano entrare nel processo e chiedere il risarcimento del danno d’immagine territoriale. La lesione all’immagine territoriale è un danno che la giurisprudenza negli anni ha contemplato, anche se quasi mai applicato.

    Nel caso specifico Rimini è apparsa su tutti i giornali e le televisioni del mondo come città violenta e inospitale. E questo per un territorio che fonda la sua economia e le regole della propria convivenza umana e civile su ospitalità e accoglienza, è questo un danno enorme. E’ importante, ma non sarà sufficiente fare investimenti per il recupero di immagine, perché manca qualcosa dal punto di vista della cultura umana, civile e giuridica.

    Occorre codificare, scolpire, anche nelle fondamenta della nostra cultura giuridica, il danno di immagine per un territorio, per una comunità, per un sistema economico, di alcuni atti violenti, criminali e delinquenziali. Se un gruppo di tifosi ubriachi, produce un danno e riempie d’immondizia la Barcaccia o imbratta Piazza di Spagna a Roma, crea un’enorme danno di immagine per Roma e l’Italia nel mondo. E allora, quei tifosi devono pagare un risarcimento, per tutta la loro vita. Questo vale per gli italiani e a maggior ragione per chi è ospite: turista, tifoso, immigrato, profugo. Vengono bruciati anni di lavoro e di investimenti economici e umani. Quando con un atto violento si colpisce l’immagine di un luogo, di una comunità, della sua storia, della sua anima. La giurisprudenza ha già “formato” di fatto questa tipologia di danno con risarcimento. Con una sentenza del 4 giugno 2007 e con una sentenza del Tribunale di Cassino del 25 marzo 2014. Con iniziativa decisoria e integrativa del giudice, sulla base della comune esperienza.

    Io mi impegno- conclude il deputato- sin da ora ad approfondire e a verificare la possibilità di dare vita ad una nuova norma più esplicita e specifica sul danno di immagine territoriale. Perché in Italia e nel mondo si deve sapere che l’immagine di un Paese ospitale corrisponde alla sua anima”.

  • Terremoto Ischia, crolli (Foto Giuseppe Clemente) (5)-3

    #TerremotoIschia, Pizzolante: Caccia al colpevole aberrante, causa di ritardi e inefficienze. Politica reagisca

    Lo scandalismo post terremoto è una aberrazione. Fa danni quasi quanto il terremoto. La caccia al colpevole, la retorica del sospetto, questa degenerazione culturale e comunicazionale, che poi diventa politica e giudiziaria, stravolge e travolge il senso delle cose. Tutta l’attenzione dei media oggi, dopo il sisma di Ischia, è sui condoni e sull’abusivismo, sulle colpe del passato e sulla criminalizzazione di chi ha fatto le scelte. I morti passano in secondo piano. Così le cose da fare per far fronte all’emergenza. Abbiamo bisogno di un colpevole. Nessuno vuole ascoltare o capire ad esempio che, come continua a dire il sindaco di Casamicciola, se le case sono state condonate vuol dire che sono in regola, a norma antisismica, che quelle case hanno tenuto alla scossa, che sono crollate altre, vecchie di oltre 100 anni. E nessuno dice che questa corsa al colpevole sta alla base dei ritardi, dell’inefficienza dei soccorsi e della ricostruzione”. E’ quanto scrive su Facebook il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante.

    “Se, per esempio, si mettono sotto inchiesta gli scienziati perché non hanno previsto il terremoto (che non è prevedibile), non ci si può stupire se un sindaco vive nel terrore di scegliere un sito per le casette o per le case. Con la paura che un nuovo terremoto in quei luoghi lo consegni poi alla gogna pubblica. Se le macerie non possono essere sgomberate in quanto sotto sequestro della magistratura perché, appunto, bisogna subito trovare un colpevole, non ci si può lamentare degli enormi ritardi per la ricostruzione. Ancora, interi appalti di opere di sgombero e di ricostruzione sono sotto osservazione dell’Anac di Cantone, perché non basta la Magistratura, perché il sospetto vince su tutto. Perché, come dice Davigo, non ci sono innocenti ma solo colpevoli in attesa di essere scoperti. In questo quadro – aggiunge Pizzolante – la cosiddetta ‘politica’ non conta niente, ha paura di decidere, non decide nulla, ma è colpevole di tutto. E nessuno si assume responsabilità. Domina il terrore. Per fare un altro esempio, in Umbria e in Abruzzo chi deve ricostruire ha già preparato tutta l’infinita documentazione necessaria. Ma è fermo, perché attende, da Ministeri e Regioni, linee guida ed esempi, che non arrivano perché sono complicati da definire. Perché una nuova scossa, fra qualche mese, può far ripartire il circo del sospetto e della ricerca del colpevole. Se non si hanno gli attributi per dire la verità, per spiegare quello che succede, per cambiare le cose, per cambiare questo vento nefasto,chi fa politica non fa il suo mestiere. Meccanismo infernale. Bel problema, grande tragedia”, conclude Pizzolante.

  • -sergio_pizzolantejpg

    Pizzolante: #Salvini vergogna, sempre riconoscenti a #Napolitano

    Salvini è una vergogna per un Paese che vuol essere civile e democratico. Esprimo verso il presidente Napolitano la mia solidarietà e un sentito, profondo senso di riconoscenza per il suo alto e imparziale ruolo svolto come presidente della Repubblica. Sia nella fase della presidenza di Silvio Berlusconi, sia all’avvio di questa legislatura quando ha scongiurato una pericolosissima crisi istituzionale. È inconcepibile l’aggressione di Salvini ad un uomo che è stato Presidente degli italiani”. E’ quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante.

  • scuola svizzera8628115-k6kH-U43350323438568YqD-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443

    Pizzolante: chiesta ispezione ministeriale alla #ScuolaSvizzera

    “Ho chiesto al Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli e al Sottosegretario Gabriele Toccafondi di inviare una ispezione ministeriale alla scuola svizzera con sede a Milano che discrimina i disabili”. Lo dichiara in una nota Sergio Pizzolante, vicepresidente di Alternativa popolare alla Camera. “E’ urgente una ispezione perché quello che succede è inaccettabile. Quella scuola deve chiudere. Non basta rimuovere il regolamento che discrimina i disabili e i bambini con disturbi di apprendimento! Perché il primo ad avere disturbi è il presidente della scuola che continua a rilasciare dichiarazioni stupefacenti per la cultura discriminatoria che esprimono. Il problema è che la scuola non è attrezzata ed è portatrice di una linea educativa che l’Italia non può ospitare.Il presidente Corabi sostiene di rappresentare una scuola di èlite che però, ammette, non essere attrezzata strutturalmente per accogliere i disabili, pertanto una scuola non idonea. Per loro quindi non è la scuola a doversi attrezzare per l’uomo, ma l’uomo ad una scuola con handicap strutturali ed educativi. Inoltre, sempre il Presidente, sconsiglia la scuola a chi ha difficoltà di apprendimento! E a cosa serve la scuola se non ad aiutare chi vuole apprendere? E continua, perentorio, che è la loro impostazione perché sono calvinisti! Dunque, la verità per i calvinisti sarebbe che chi ha difficoltà non può scegliere la scuola? Non dovrebbe avere opportunità come tutti? Einstein non poteva essere accolto in una scuola di cultura calvinista? E’ un calvinista da strapazzo! Non nasconda la sua ignoranza dietro una nobile religione. Non basta cambiare il regolamento, deve andarsene il presidente, la scuola deve essere attrezzata strutturalmente per accogliere chi ha difficoltà e deve cambiare l’impostazione didattica. Altrimenti devono chiudere”, conclude Pizzolante.

  • PizzolanteImagoeconomica_644512

    Pizzolante: #ScuolaSvizzera che discrimina #disabili va chiusa, sollecitati #Lorenzin e #Toccafondi

    “La scuola svizzera con sede a Milano che discrimina i disabili deve essere chiusa“. È quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Ap, Sergio Pizzolante. “Non è tollerabile una scuola con un regolamento discriminatorio nei confronti dei bambini con difficoltà di apprendimento o con disabilità motorie. Anche se, come sembra, dovessero cambiare il regolamento, deve essere chiusa. Perché portatrice, comunque, di una cultura discriminatoria inaccettabile. È una concezione della didattica intollerabile. Secondo questa impostazione Einstein non avrebbe trovato una scuola. Ho parlato con il ministro della Salute Lorenzin e con il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Toccafondi. Facciano tutto il possibile per chiudere una scuola che si dice di alto livello, molto complessa e con una didattica ricca e difficile. Perché in realtà – conclude Pizzolante – è di una povertà culturale e umana miserabile”.

  • Intervista Pizzolante_Pagina_1

    Pizzolante: Il centro siamo noi. E l’opa ostile di Pd e Fi fallirà – Intervista a Il Dubbio

    Sergio Pizzolante: Le dimissioni del ministro Costa e quelle del sottosegretario Massimo Cassano sono figlie di una strategia congiunta che tende a bruciare il terreno dei moderati

     

    «Alternativa popola­re non è sull’orlo dell’implosione. Ma si candida a dar voce a quel­l’area del ceto medio che non si sente rappresentata dai populi­smi, inseguiti dallo stesso Renzi e alleati di Berlusconi, e dalla no­stalgia del ritorno in Forza Italia o all’Unione di Prodi. Detto questo, anche noi abbiamo fatto errori di staticità», parole di Sergio Pizzolante, vice capogruppo di Ap alla Camera, molto vicino ad Angelino Alfano.

    Onorevole Piz­zolante, Pd e Fi vi stanno strin­gendo a tena­glia. Dopo le dimissioni di Costa, ieri sono arrivate quelle da sottosegre­tario di Massimo Cassano. Come reagite? «Questi passag­gi, sono figli di una strategia congiunta del Pd e di Forza Italia di bruciare il terreno del centro. È destina­ta però a fallire. Perché non è con la campagna acquisti dell’ultimo chilometro prima delle elezioni che si può immaginare di rappre­sentare il voto dell’area moderata, liberale, di centro, del ceto medio che è certamente smarrito ed è in difficoltà, cerca una nuova rap­presentanza politica, che però non si tradurrà mai nel seguire Costa da una parte e Bernar­do dall’altra».

    C’è un rischio implosione di Ap? «Questo rischio non c’è perché la fenomenologia della campagna acquisti comunque non cancella il fatto che ci sono milioni di italiani i quali né si fanno incantare dalla dinamica della paura, che oggi porta una parte degli elettori a votare per i partiti populisti e per chi insegue la nostalgia del ritorno a Berlusco­ni o a Prodi e all’Unione».

    Quindi, cosa intendete fare? Qua­le messaggio lancerete in que­sto fine settimana dalla summer school dei Giardini Naxos a Taor­mina? «È necessario costruire un soggetto politico che sia alternativo alla dinami­ca della paura e della nostalgia. Il nostro obiettivo è partecipare alla costruzione di un soggetto politi­co alla Macron».

    Mai numeri sono un po’ impieto­si: Ap nei sondaggi ha il 2,9 per cento. «I sondaggi sono impietosi anche per il Pd che è passato dal 41 al 25 per cento e si avvia a prendere il 20 e per Berlusconi che è sotto Salvini. Quindi, di cosa stiamo parlando? Se questi numeri, che sono impietosi per loro, gli ex grandi partiti pensano di recupe­rarli con la campagna acquisti di Costa e di Bernardo, tanti auguri».

    Ma il pressing del ritorno nel cen­trodestra per la verità si è scate­nato dopo che Renzi vi ha mal­trattati usando con Alfano espressioni più pesanti di quelle di Berlusconi. Altro che mancan­za del quid… «Stiamo parlando di una realtà po­litica triste perché ci sono leader con una visione molto corta. Sia Renzi che Berlusconi dicono che il grande pericolo è il governo a Cinque Stelle ma anziché costrui­re sistemi di alleanza e di allarga­mento del proprio orizzonte poli­tico, elettorale e programmatico fanno azioni distruttive e Opa ostili nei confronti dei partiti più piccoli. È miopia politica».

    Quali errori vi rimproverate? «È del tutto evidente che se c’è uno spazio politico per un’area al­ternativa alle paure, ai populismi e anche alla nostalgia, significa che non abbiamo saputo rappre­sentarla. Se ci sono milioni di ita­liani di ceto medio delusi che si astengono o votano i Cinque Stel­le è chiaro che abbiamo commes­so errori».

    Voi avete insistito sul senso di re­sponsabilità beccandovi sempre l’accusa di poltronismo. Sarebbe stato meglio far cadere il gover­no? «No, noi siamo nati per un gesto di responsabilità che è stato quello di tenere in vita il governo del Paese nel momento in cui l’alter­nativa sarebbe stata il disastro e cioè andare al voto anticipato sen­za una legge elettorale. Quindi, io ho l’orgoglio di quella scelta. Es­sendo nati con un gesto di respon­sabilità non potevamo chiudere con un gesto di irresponsabilità. Detto questo, l’eccesso di respon­sabilità è diventato per lunghi tratti staticità».

    Dovevate essere di lotta e di go­verno? «Dovevamo essere più arcigni nel difendere alcune battaglie di li­bertà e invece siamo apparsi mor­bidi sull’oppressione fiscale del ceto medio e anche sul tema giu­stizia dove sono stati fatti passi in­dietro».

    Nel Pd Dario Franceschini sulla politica delle alleanze al centro si è dimostrato più aperto di Renzi. Avete un dialogo con lui? «Franceschini è persona seria e di­ce cose di buon senso. Pensa che chi ha collaborato per il buon go­verno non può essere preso a pe­sci in faccia. Ma non c’è solo lui, dalla Sicilia all’Emilia Romagna molti del Pd dialogano con noi. Ne vedremo delle belle».

     

    di: Paola Sacchi

    fonte: Il Dubbio

  • PizzolanteImagoeconomica_644512

    Pizzolante: Ritorno da #Berlusconi in tempo utile per liste non ha dignità politica

    Il ritorno, da Berlusconi, in tempo utile per le nuove liste, non ha alcuna dignità politica. Se poi nel frattempo, ti sei fatto il giro dei Ministeri, ancora meno. Io sono orgoglioso della scelta fatta più di quattro anni fa, partecipare al governo del Paese dopo il sostanziale pareggio elettorale. Mi ci ha portato Berlusconi, non ci sono andato da solo. Poi rivendico come un fatto politico degno essere rimasto nella maggioranza di Letta prima e di Renzi poi sino a Gentiloni. Non c’erano alternative se non lo sfascio del Paese. L’ho fatto da deputato, senza scranni ministeriali o istituzionali. Oggi, la transumanza dell’ultimo minuto mi ripugna. Sarebbe la prova di un delitto morale non commesso, allora, almeno da me, il tradimento.
    Penso anche che dire siamo alternativi al Pd, stando al governo con il Pd da più di 4 anni, sia un non senso politico. La prova di una confusione politica ed identitaria che ci ha portato dall’8% dei primi sondaggi al 3. Chi ci vota ancora non lo fa per tornare da Berlusconi. Altrimenti ci andrebbe da solo. Siamo e vogliamo restare autonomi, ancor più se si voterà con il proporzionale.
    E per rispetto di noi stessi dobbiamo cercare una via per il futuro, diversa da quella, come dice De Rita, della paura e della nostalgia. La paura alimentata da Grillo e Salvini, inseguita purtroppo da Renzi, e la nostalgia di Berlusconi o di Prodi o della vecchia sinistra. Una via che non possiamo percorrere da soli perché la confusione identitaria e politica di questi anni, molto anche per colpa nostra, non ce lo consente.
    Una via alla Macron, seria, razionale, per dire la verità agli italiani. Alternativa, questa volta sì, alla strategia delle paure e delle nostalgie. Un’offerta politica che non c’è, ancora. Ma si può fare, anche in Italia. Altrimenti la nostra via, almeno per me, è quella di casa”. È quanto dichiara il deputato Sergio Pizzolante, della Segreteria nazionale di Alternativa popolare.
  • Sergio Pizzolante

    Pizzolante: Non è possibile alcuna alleanza con #Maroni se segretario del suo partito rimarrà #Salvini

    “Maroni deve sapere che non ci fa alcuna paura. Non prendiamo da lui ordini su che cosa dobbiamo votare. Lo Ius soli è una buona legge, abbiamo chiesto e ottenuto dal Presidente del Consiglio di spostare tutto in autunno per evitare le strumentalizzazioni di questi giorni e per non alimentare il clima di paura che anche, e soprattutto, la Lega contribuisce a creare. Costruendo artificiosamente una relazione fra Ius soli e emergenza sbarchi. Diciamo anzi a Maroni che non sarà possibile alcuna alleanza con lui se segretario del suo partito rimarrà Salvini“. È quanto dichiara il deputato Sergio Pizzolante, membro della Segreteria nazionale di Alternativa popolare.
  • PizzolanteImagoeconomica_644512

    #IUSSOLI, PIZZOLANTE: #RENZI IN CAMPAGNA ELETTORALE, VUOLE FAR SALTARE TUTTO

    Il voto forzato, con fiducia, sullo Ius soli è l’ennesimo tentativo di Renzi per far saltare tutto e portare il Paese al voto anticipato in sfregio ai doveri dell’Italia sulle tante partite, legge di Bilancio in primis, che ci attendono in autunno”. Lo dichiara in una nota il componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante.
    “D’altronde le ‘svolte’ di Renzi di questi giorni sugli immigrati e le polemiche in chiave leghista sull’Europa, dimostrano una sola cosa: Renzi è in piena campagna elettorale e il suo problema è uno solo, la campagna elettorale non può durare 8/9 mesi, deve andare a votare prima. Il resto non conta. Il Paese non conta. È così dal 4 dicembre. All’inizio dell’anno cercava la nostra complicità, poi ha cercato solo reazioni scomposte alle sue tante provocazioni. Cercare di portare al voto leggi indigeribili pur di creare l’incidente che porterebbe alla crisi. Io sullo Ius soli non ho problemi di merito, ma credo sia un pugno in un occhio agli italiani approvarlo adesso. In piena crisi sbarchi e con l’Europa assente. La combinazione di tutto ciò con lo Ius Soli sarebbe devastante. Un accavallamento di situazioni che non permetterebbe di spiegare e far capire anche il buono del provvedimento. E tutto questo per la campagna elettorale di Renzi? No, il Paese non può permetterselo”, conclude Pizzolante.
  • Sergio Pizzolante

    #CALENDA, PIZZOLANTE: TOCCA A LUI REALIZZARE IL PROGRAMMA PER L’ITALIA

    Calenda nella sua ottima intervista al Corriere disegna un’Italia seria, credibile che punta tutto sul recupero della produttività e degli investimenti. Un’Italia che sul modello di Industria 4.0, costruisce un piano di riforme, Lavoro 4.0, Turismo e Cultura 4.0. Un grande piano industriale per l’Italia che riduce le tasse sul lavoro, sui neoassunti, sulle imprese.”
    Lo dichiara in una nota il componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante che prosegue : “Calenda dice che bisogna seppellire la rottamazione per puntare tutto sulla ricostruzione.
    Ottimo, buon piano– commenta- Quanto di meglio abbiamo potuto leggere negli ultimi 10 anni. Ma Calenda non può pensare che fatto il piano ci possano essere altri a realizzarlo. Non ci sono. Come dice De Rita, sempre sul Corriere, l’Italia oggi è divisa fra rancore e nostalgia. Grillo e Salvini da una parte e dall’altra, Berlusconi, Prodi e lo stesso Pisapia, la nostalgia di una sinistra con un programma opposto a quello di Calenda. Anche Renzi è iscritto a quest’ultima categoria. Nel senso che proviamo nostalgia per quello che ci era sembrato fosse. No, Calenda non può sottrarsi.
    Lui dice che non si sente ancora nelle condizioni di giocare nella categoria di un Draghi che ha salvato l’Europa o di un Marchionne che ha salvato la Fiat.
    Io penso che il suo programma possa salvare l’Italia. Può e deve giocare nella categoria di Draghi e Marchionne”, conclude Pizzolante.