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    #IUSSOLI, PIZZOLANTE: #RENZI IN CAMPAGNA ELETTORALE, VUOLE FAR SALTARE TUTTO

    Il voto forzato, con fiducia, sullo Ius soli è l’ennesimo tentativo di Renzi per far saltare tutto e portare il Paese al voto anticipato in sfregio ai doveri dell’Italia sulle tante partite, legge di Bilancio in primis, che ci attendono in autunno”. Lo dichiara in una nota il componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante.
    “D’altronde le ‘svolte’ di Renzi di questi giorni sugli immigrati e le polemiche in chiave leghista sull’Europa, dimostrano una sola cosa: Renzi è in piena campagna elettorale e il suo problema è uno solo, la campagna elettorale non può durare 8/9 mesi, deve andare a votare prima. Il resto non conta. Il Paese non conta. È così dal 4 dicembre. All’inizio dell’anno cercava la nostra complicità, poi ha cercato solo reazioni scomposte alle sue tante provocazioni. Cercare di portare al voto leggi indigeribili pur di creare l’incidente che porterebbe alla crisi. Io sullo Ius soli non ho problemi di merito, ma credo sia un pugno in un occhio agli italiani approvarlo adesso. In piena crisi sbarchi e con l’Europa assente. La combinazione di tutto ciò con lo Ius Soli sarebbe devastante. Un accavallamento di situazioni che non permetterebbe di spiegare e far capire anche il buono del provvedimento. E tutto questo per la campagna elettorale di Renzi? No, il Paese non può permetterselo”, conclude Pizzolante.
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    PIZZOLANTE: #FRANCESCHINI ENNESIMO NUOVO BERSAGLIO DI #RENZI

    “Quindi il mirino di Renzi ha un nuovo bersaglio. Rifacciamo i conti: D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando, Alfano e oggi Franceschini. Si può governare un partito e aspirare a rigovernare il Paese così?
    Franceschini gli ha ricordato una cosa semplice: ” da soli non si vince e gli alleati minori vanno aiutati a tornare in parlamento non il contrario. È quello che faceva la DC, anche quando aveva più del 40%.” Così fanno i grandi partiti.
    Anche il PCI e poi il Pds coltivavano buone relazioni con gli alleati minori. È l’abc della politica.
    Per Renzi no. Vede il pericolo M5S e la crescita dei populismi, ma la sua principale attività è quella di far fuori gli alleati interni ed esterni. È come se De Gasperi, di fronte alla minaccia del frontismo, si fosse impegnato a cacciare Saragat dal Parlamento! È come se Fanfani, di fronte alla grande crescita del PCI, fosse interessato solo a punire Malagodi e La Malfa!
    Boh… ” così in una nota Sergio Pizzolante, componente la segreteria nazionale di Alternativa popolare.
     
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    Lupi: Renzi è tornato alla realtà. Ora governiamo – Intervista a Il Dubbio

    «Un decreto sulla legge elettorale sarebbe fuori luogo. E in ogni caso dovrebbe passare attraverso il consiglio dei ministri e noi siamo contrari». Archiviata la bocciatura del “Fianum”, Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera, mette subito in chiaro un concetto: il luogo per fare le leggi è il Parlamento. Inutile cercare scorciatoie che portano in un vicolo cieco.

    Alfano ha detto che «Ap ha vinto» la partita sulla legge elettorale. Siete soddisfatti?
    Non parlerei di una partita come se fosse un incontro di calcio con un vincitore e uno sconfitto, abbiamo detto di aver vinto perché l’obiettivo era dare una buona legge elettorale al Paese. È stata la vittoria del buonsenso, la vittoria di chi non urla e non pensa di fare accordi fuori dal Parlamento che si basano solo sui numeri ma senza alcuna base politica con la P maiuscola. Bisogna mettere da parte l’interesse dei singoli, non possono decidere solo i grandi gruppi sulla pelle di tutti gli altri: si dialoga e si cercano proposte per migliorare un testo, così funziona il Parlamento.

    E in Parlamento ci sono ancora le condizioni per scrivere una nuova legge elettorale?
    Il Parlamento è in grado di approvare una nuova legge ad amplissima maggioranza a condizione che si correggano gli errori commessi. Il segretario del Pd ha ammesso di aver sbagliato. Bene, ci si rimetta al lavoro dalla prossima settimana per individuare punti comuni che consentano di scrivere una buona legge. Altrimenti ci sono già i testi modificati dalla Consulta. L’importante è aver tolto dallo scenario l’equivoco di far coincidere l’approvazione della legge con lo scioglimento delle Camere.

    L’ex premier Renzi adesso annuncia pieno sostegno al governo Gentiloni fino al 2018. Vi fidate ancora del segretario Pd?
    Io mi sono sempre fidato, per formazione personale, della politica. Per me l’altro non è mai stato l’avversario assoluto, anche se la pensa in maniera diversa. Bisogna collaborare per il bene del Paese. Ho sempre avuto fiducia nelle persone, compreso il segretario del Pd. Dobbiamo impiegare gli otto mesi rimanenti di questa legislatura per affrontare alcune priorità: crescita, sostegno alle famiglie e alle imprese. E nella prossima legge di stabilità dovremo evitare di aumentare l’Iva di due punti perché frenerebbe il Paese.

    Sulla legge elettorale Renzi ha commesso gli stessi errori che hanno portato alla sconfitta del 4 dicembre?
    Spero che ognuno di noi impari sempre qualcosa da ciò che accade. Tanto più se uno decide di fare politica, un’attività strettamente legata alla comprensione della realtà. E se sei fuori dalla realtà sei finito, mi auguro che Renzi abbia appreso qualcosa anche dalla bocciatura di questa riforma. L’idea di fare tutto in fretta ti conduce inevitabilmente in errore.

    Anche nel Pd ci sono stati franchi tiratori che hanno “impallinato” la riforma. Crede che alcuni parlamentari dem siano stati condizionati dalle severe parole contro le elezioni anticipate pronunciate dall’ex Presidente Napolitano?
    Intanto mi faccia dire una cosa sui franchi tiratori: se in Parlamento sono previsti i voti segreti significa che su alcuni temi la libertà personale viene prima della disciplina di partito. Sicuramente, però, un pensatore libero e autorevole come Napolitano ha rafforzato anche i giudizi di molti, non solo del Pd. Infatti i franchi tiratori sono stati molto trasversali.

    Ora Ap conferma l’appoggio a Gentiloni ma Alfano aggiunge: «Non ci sentiamo alleati del Pd». Come si fa a stare in maggioranza senza intesa col maggior partito di governo?
    In questi giorni di scontro acceso è emerso ciò che noi sosteniamo da quattro anni. Questo governo è stato retto da una maggioranza non determinata dalle urne, ma dall’assunzione di responsabilità di partiti diversi e alternativi che volevano aiutare il Paese a uscire dalla crisi, visto che nel 2013 nessuno aveva vinto le elezioni. Dunque, non un governo monocolore del Pd. Anzi, alcuni provvedimenti sono proprio frutto della nostra presenza: abolizione dell’Imu, cancellazione dell’articolo 18, flessibilità sul lavoro, voucher, bonus mamme. Le larghe intese, però, sono sempre una parentesi eccezionale.

    Che a voi è costata una scissione da Forza Italia…
    Ritenevamo importante la collaborazione tra culture politiche diverse per far uscire il Paese dal baratro. E in parte ce l’abbiamo fatta, visto che la crescita inizia a farsi vedere. Anche per questo abbiamo avversato una legge elettorale proposta da Forza Italia – il partito che ha criticato le larghe intese – costruita paradossalmente su misura per le larghe intese dopo il voto. Quando ci ripresenteremo davanti agli elettori rivendicheremo i risultati ottenuti in questi anni ma anche le grandi differenze tra noi e il Pd.

    E con quale contenitore vi ripresenterete davanti agli elettori?
    Stiamo lavorando a una proposta politica nuova: alcuni la chiamano di centro, altri moderata, altri ancora liberal popolare. Definitela come vi pare, l’importante è tornare a proposte politiche che non si basino né sui Maradona né sui Mandrake. Non serve urlare o scagliarsi contro qualcuno, è il momento delle persone di buonsenso che si rimboccano le maniche con un’unica idea in testa: l’Italia è grande grazie ai suoi cittadini.

    Parisi resta ancora una potenziale risorsa o, visto che le urne si allontanano, ne potete fare a meno?
    Ripeto, non abbiamo bisogno né di Mandrake né di Maradona, anche perché in giro non ce ne sono purtroppo. Servono persone che credono nella politica e chi viene dalla società civile deve comprendere la sfida che ci attende: dobbiamo unirci senza porre paletti o primogeniture. Servono personalità capaci di fare una sintesi al servizio di un’idea nuova. Chiunque sia, non ci sono predestinati. Chi pensa di essere un predestinato, in genere, fa una brutta fine.

    Forza Italia non è più in grado di coprire lo spazio che voi vi proponete di rappresentare?
    Forza Italia prima e il Pdl dopo erano partiti che con un consenso altissimo. Nel 2008 il Pdl raggiunse il 38 per cento delle preferenze. Oggi Forza Italia, stando ai sondaggi, si attesta attorno all’11 o 12 per cento. È evidente che quella promessa interpretata per 20 anni da Berlusconi oggi ha bisogno di strumenti nuovi. Affrontare i cambiamenti epocali con strumenti vecchi porta alla sconfitta. E lo dice uno che tifa Milan, posso mostrare tutti i nostri trofei, ma purtroppo sono sei anni che non vinciamo più niente.

     

    di: Rocco Vazzana

    fonte: Il Dubbio

     

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    #JobsAct, Garofalo: Risultati anche con marchio #Ap, Renzi lo ha rimosso?

    “Matteo Renzi oggi in una intervista rivendica giustamente: “Noi abbiamo infranto il tabù dell’art.18, il Jobs Act ha permesso la creazione di 854 mila posti di lavoro, abbiamo riportato il Pil al segno più”. Il segretario del Pd sa benissimo che quel “noi” comprende anche il nostro marchio, il prezioso contributo di Ap, allora Ncd. Il Jobs Act, infatti, è stato uno di quei tanti importanti risultati ottenuti in questa legislatura grazie anche agli alleati di governo e della maggioranza. E ricordo che fu lui stesso a sottolinearlo in un incontro avuto qualche mese fa con i parlamentari di Ap a Sciacca in Sicilia. Diceva il vero allora o vuole rimuoverlo dalla memoria?”. È quanto dichiara il deputato Ap Vincenzo Garofalo.
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    PIZZOLANTE: #RENZI SI ALIMENTA D’ODIO, GLI RITORNERA’ CONTRO

    Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni. In Italia, più di ogni altro Paese europeo i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual’è? Alfano! E qual’è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio. E perché bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perché il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perché gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole. È un capo che divide e si alimenta d’odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un’altro prima di Renzi aveva detto: ” molti nemici molto onore”. Non ha fatto una bella fine.” così Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare.
     
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    LUPI: NESSUNO HA PAURA DEL VOTO, MA #RENZI DICA SE VUOLE AUMENTARE IVA DI 2-3 PUNTI

    Rispondo al segretario del Pd, Matteo Renzi: nessuno ha paura della democrazia e delle elezioni che prima o poi arrivano. Noi temiamo che, per una legittima voglia di competizione elettorale, si cerchi di mettere sotto i piedi l’interesse concreto del Paese. Ci sono scadenze molto importanti all’orizzonte: entro il 27 settembre dobbiamo presentare la nota aggiornamento di bilancio, entro il 15 ottobre dobbiamo dare all’Europa la legge di stabilità ed entro il 22 va data al Parlamento. Tutte queste cose vogliono dire una cosa precisa: si vuole far aumentare l’Iva di 2-3 punti oppure no?”.

    Così Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare, ospite di Radio Anch’io.

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    #Consip, Lupi: Pubblicare intercettazioni è modo per inquinare verità

    “La pubblicazione delle intercettazioni di Renzi con suo padre è il vertice osceno a cui è giunto il circuito mediatico giudiziario italiano che non sa più né che cosa sia la giustizia né che cosa sia il giornalismo né che cosa sia il rispetto delle indagini in corso e del dovuto segreto istruttorio. Siamo ormai all’inquinamento pubblico a mezzo stampa delle indagini e della verità che i magistrati dovrebbero appurare. Questo per quanto riguarda la forma, che quando c’è di mezzo la giustizia, cioè la libertà delle persone, è fondamentale. Quanto al contenuto, mi sembra che Matteo Renzi ne esca alla grande”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    Lupi: Bene Renzi su #Leggeelettorale, ma il #Pd passi da parole a fatti

    Renzi apre sulla legge elettorale e si dice disposto a eliminare i capilista bloccati. Bene. Ora però aspetto che il Pd passi dalle parole ai fatti. C’è una proposta di legge di Alternativa popolare già depositata che prevede le tre preferenze, il premio di maggioranza per la coalizione e la rappresentanza in Parlamento per i partiti che superino il 3 per cento. Discutiamone senza aspettare oltre”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.
  • Fabrizio Cicchitto

    Cicchitto: da #Renzi apprezzabile ripartenza su terreno #riformismo

     “L’intervista di Renzi e’ una sorta di apprezzabile ripartenza sul terreno del riformismo e dell’innovazione che richiede una connessione stretta col governo e il tempo necessario per affrontare alcune questioni programmatiche riguardanti l’economia italiana e non soltanto la nuova legge elettorale. Berlusconi ha messo sul tappeto le sue carte ma deve fare i conti con la risposta aggressiva e sprezzante di Salvini che deriva anche dal fatto che sul piano strategico essi esprimono due posizioni profondamente differenti”. Lo dichiara Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.
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    “Di riforme si mangia”, venerdì seminario con Renzi e Alfano

    Venerdì 18 novembre, dalle 10 alle 18, presso la Sala Koch del Senato della Repubblica, a Palazzo Madama a Roma si terrà il seminario di formazione politica “Di riforme si mangia”, promosso dai Gruppi di Area Popolare alla Camera e al Senato, con il contributo scientifico della Fondazione Costruiamo il Futuro.

    Il seminario, partendo dallo spunto del referendum costituzionale, sarà suddiviso in due sessioni, un primo momento dedicato all’impatto e alle implicazioni concrete che una riforma costituzionale può avere nella vita economica e sociale dei cittadini. Il secondo sarà un vero e proprio confronto tra i presenti e i leader del fronte del Sì.

    Siamo convinti che possa essere una bella, ma soprattutto utile, occasione per tutti voi.

    Un caro saluto,

    Maurizio Lupi
    Presidente Area Popolare Camera dei Deputati

    Laura Bianconi
    Presidente Area Popolare Senato della Repubblica

    Scarica il programma: Di riforme Si mangia