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    Scopelliti: Bene #Lorenzin su via libera a terapia intensiva pediatrica in #Calabria

    La Calabria potrà finalmente disporre presto di un reparto di terapia intensiva ad alta specialità pediatrica. L’annuncio del ministro Lorenzin, rispondendo a una mia interrogazione oggi alla Camera, che entro questa settimana verrà adottato il relativo decreto di attuazione ci soddisfa e ci conforta: sono ormai stati risolti i problemi logistici, organizzativi e quelli relativi alla gestione e formazione del personale per la costituzione del reparto nella città di Cosenza. Diamo così soluzione a un problema molto sentito da tutto il territorio regionale, i calabresi non saranno più costretti ad andare fuori regione. Un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione del governo e di Alternativa popolare alla salute dei cittadini e alle esigenze del Sud e della Calabria”. E’ quanto ha dichiarato la deputata di Ap Rosanna Scopelliti, intervenuta in Aula durante il question time a Montecitorio.

    “Adesso non ci sono più scuse né ostacoli. Si avvii subito l’iter, considerato tra l’altro che grazie al Garante per l’Infanzia, che ha messo a disposizione il 50 per cento del proprio budget annuale, ci sono anche le risorse economiche per l’avvio della formazione di personale specialistico che dovrebbe fare parte della struttura”.

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    Bosco: Bene #Lorenzin. Riordino rete ospedaliera #Sicilia ottima notizia

    Il riordino della rete ospedaliera siciliana è un’ottima notizia e un plauso va al ministro Lorenzin e ai vertici della regione che hanno avviato una proficua collaborazione arrivando ad un risultato importante. Si tratta di un passo in avanti importante che garantirà un servizio più adeguato ed equo ai cittadini siciliani ed una qualità dell’offerta sanitaria più rispondente ai principi di qualità e sicurezza. Ma c’è di più. Con il riordino varato oggi si aprirà la strada anche a nuove assunzioni di personale sanitario, così come stabilito nella legge di stabilità del 2016, e allo sblocco del turn over” lo dichiara, in una nota, Nino Bosco, deputato siciliano di Alternativa popolare.

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    #Sanità, Misuraca: Per rete siciliana nuova epoca. #Ap decisiva, grazie a #Lorenzin

    “Con il suggello del Ministero della Salute, per la sanità siciliana da oggi si apre una nuova epoca: la nuova rete ospedaliera è realtà. Qualità, merito, efficienza, ottimizzazione sono le parole chiave del nuovo corso. Un plauso al ministro Lorenzin e a quanti hanno consentito di raggiungere questo significativo risultato. Alternativa popolare rivendica un ruolo decisivo quale cerniera politico-istituzionale nel confronto tra Regione e Stato. Da oggi prenderà il via il percorso che consentirà la stabilizzazione di migliaia di precari nella sanità e successivamente nuove assunzioni, aprendo la strada ai tanto attesi concorsi. Un piano che viene incontro alle richieste degli operatori e che, soprattutto, risponde alla domanda di salute proveniente dal territorio, valorizzando i presidi di prossimità, con una dotazione complessiva di oltre 18 mila posti letto tra acuti e postacuti. Da oggi la sanità siciliana si avvia a intraprendere finalmente quel percorso virtuoso che, in pochi anni, potrà portarla ad essere competitiva e protagonista nel panorama sanitario nazionale”. E’ quanto dichiara il deputato di Ap Dore Misuraca.

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    Garofalo: Da #Lorenzin scelta coraggiosa per diritti #malati

    Un plauso al Ministro Beatrice Lorenzin per una scelta coraggiosa con la quale dimostra, ancora una volta e concretamente, di mettere al centro della sua azione il diritto alla salute dei malati“. Così il deputato di Alternativa Popolare, Vincenzo Garofalo.
    “La circolare che permette l’importazione di farmaci autorizzati all’estero dà speranza a chi fino ad oggi non ha potuto curarsi in Italia e rende più facile l’accesso alle cure. Un grande gesto di civiltà e di rispetto verso i malati”.
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    Misuraca: Bene #Lorenzin su acquisto superfarmaci dall’estero

    “Il via libera alla possibilità di acquistare e importare dall’estero i cosiddetti superfarmaci come quello per l’epatite C è un’ottima notizia. Il ministro Lorenzin ancora una volta ha mostrato con tempestività grande attenzione alla libertà e all’effettività delle cure dei pazienti. Con la circolare emanata oggi dal Ministero, un altro muro burocratico è stato abbattuto per una sanità davvero vicina ai cittadini”. Lo dichiara il deputato di Ap Dore Misuraca.
     
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    BINETTI: FIGLI NATI IN #PROVETTA DA 3 GENITORI, MAI IN ITALIA.

    “A 48 ore dal Referendum il tema delle riforme costituzionali è davvero al centro del dibattito nazionale, ma dalla Gran Bretagna arriva l’eco di una riforma che francamente non vorremmo veder approdare in Italia. Una vera e propria sfida bioetica che rappresenta un passo controverso oltre i limiti finora accettati dalla natura umana: si tratta dei figli in provetta nati da 3 genitori, a cui l’Inghilterra ha dato il primo via libera, considerando del tutto sicura la nuova frontiera. A Londra un comitato di esperti nominato ad hoc avrebbe decretato la possibilità di un futuro concepimento in provetta di bambini che potranno nascere incrociando il Dna di tre persone diverse. E’ solo il primo passo a cui il prossimo 15 dicembre la Human Fertilisation and Embryology Authority, l’organismo britannico preposto alle questioni di bioetica natale, dovrebbe dare il suo consenso finale. Dopo di che potrebbe essere tradotto in legge dal Parlamento”.

    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.

    E’ una di quelle leggi che non voterei mai e che non vorrei neppure che venisse proposta in Italia, proprio per rispetto ai diritti del bambino che non possono essere ignorati per soddisfare il desiderio dei genitori. Non esiste un diritto al figlio, mentre esistono i diritti dei figli, primo tra tutti quello ad avere un padre e una madre. In un momento in cui in Italia la maternità surrogata viene costantemente aggirata, senza che ci si ricordi che di fatto nel nostro Paese è proibita dalla legge 40, come fu più volte ribadito durante il dibattito sulla legge sulle Unioni civili. So bene che nuovi venti di tempesta si accumulano sulla legge 40, minacciando di far saltare l’unico principio normativo che in Italia proibisce la maternità surrogata, e proprio per questo mi preoccupa quanto sta accadendo in Inghilterra, da sempre antesignana di sperimentazioni dagli esiti decisamente negativi, come accadde con la pecora Dolly. E’ bene ribadire che siamo impegnati fino in fondo ad osteggiare queste riforme, che toccano il modello stesso di umanità e di genitorialità, su cui è cresciuta la nostra cultura, quella scientifica e quella giuridica, quella umanistica e quella sociale, se mai a qualcuno venisse in mente di scimmiottare l’Inghilterra e di cercare di introdurle anche in Italia. C’è una democrazia del sentire comune in Italia che a tutto ciò è profondamente contraria”, conclude Binetti.

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    BINETTI: INTRODURRE NORME PER GARANTIRE STILE DI VITA SANO. #SALUTE

    “Dopo l’approvazione della legge di bilancio alla Camera e tutti i dibattiti che ne sono seguiti appare sempre più chiaro come la sostenibilità del Ssn sia realmente a rischio e servano idee nuove per contenere costi in crescita esponenziale, anche per quei farmaci innovativi che la ricerca mette a nostra disposizione. Proprio per questo non possono non far riflettere le parole di Ranieri Guerra, direttore generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, che propone di tassare fumo, cibo spazzatura e guida pericolosa. Nel corso del Convegno sul Risk Management ha affermato che chi mette consapevolmente a rischio la propria salute, è giusto che contribuisca in modo adeguato al costo delle cure. Il tema è quello dei cattivi stili di vita individuali, per cui propone di aumentare il prezzo del pacchetto di sigarette, destinando quella somma alla costituzione di un fondo per la ricerca e per pagare le cure a chi si ammala di cancro ai polmoni e di malattie tabacco-correlate. Ma la soluzione, provocatoriamente pre-annunciata, andrebbe estesa anche a chi mangia “cibo spazzatura” prevedendo di tassare gli alimenti nocivi per la salute: l’importo raccolto servirà a liberare risorse da impegnare per le cure essenziali dei pazienti obesi o già incorsi in qualcuna delle sgradevoli conseguenze dell’obesità.“
    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che afferma: ”Si continua a vendere tabacco di sigaretta per raccogliere 11 miliardi all’anno di accisa sulla vendita, peccato però che il Ssn affronti un costo di 23 miliardi per la cura del cancro a polmone e altre malattie correlate al consumo di tabacco. Si tratta evidentemente di una strana posizione per uno stato monopolista quando gestisce fumo, alcol e azzardo, spende più di quello che incassa e per di più contribuisce a peggiorare lo stato di salute dei cittadini. In altri termini c’è sicuramente una questione etica personale quando io comprometto la mia salute con uno stile di vita che impone al SSN, ossia a tutti gli altri cittadini, costi tutt’altro che irrilevanti. Ma c’è anche una questione di etica pubblica quando io stato con il privilegio del monopolio, butto sul mercato a dosi massicce alcol, fumo e azzardo, e magari domani anche marjuana. Qualcosa bisognerà pur rivederla e magari modificarla, se voglio che i cittadini abbiano uno stile di vita più sano e più sobrio,” conclude la Binetti.
  • Paola Binetti

    BINETTI: OGGI CONVEGNO SU SALUTE #MIGRANTI, SOLIDARIETA’ E’ ESSENZIALE

     
    “Una vecchia definizione dell’OMS parla di salute come di quello stato di perfetto benessere psico-fisico di cui avrebbero dovuto godere tutti gli uomini entro l’anno 2000. Che non sia così è evidente per tutti, nonostante gli sforzi fatti da una scienza e da una tecnica sempre più sofisticate, in un contesto storico in cui la politica sembra invece sempre più distratta da altri problemi. Garantire le migliori cure possibili alle persone che ne hanno bisogno rivela oggi un gap sempre più vistoso tra persone che vivono in paesi diversi, magari con condizioni economiche diverse; spesso le differenze sono macroscopiche anche in uno stesso paese, tra nord e sud, tra cittadini di quel paese ed immigrati; tra persone esposte alle ostilità della natura, come accade oggi ai terremotati, e persone più fortunate. Il bene salute e l’accesso alle cure necessarie, teoricamente uno dei diritti universali, non è tale nella realtà dei fatti. Si muore per un’epidemia, ma si muore anche in un barcone che affonda vicino alle coste libiche; si muore per malnutrizione, ma anche perché non si ha accesso ai farmaci innovativi, e a volte neppure a quelli che tanto innovativi non sono più.“
    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, promotrice del Convegno sulla salute dei migranti, che si tiene oggi a Montecitorio. “Si muore perché a livello nazionale si spendono soldi per obiettivi tutt’altro che essenziali o addirittura opposti al bene salute, con la corruzione, le speculazioni economiche, ecc. Il Papa ne parla ogni giorno con toni più accorati. Sabato scorso è sceso ancora una volta in difesa dei migranti, denunciando il fatti che si trovano soldi per salvare le banche ma non per salvare le persone; ieri ha parlato ai carcerati e dei carcerati, sollecitando tutti ad un gesto di misericordia vera, che perdonandoli offra loro un’altra opportunità di vita e di vita a misura d’uomo. Oggi invece è il giorno della tratta degli esseri umani, del loro sfruttamento, compreso l’avvio alla prostituzioni di minori giunti in Italia con ben altra speranza e prospettiva. Difendere la salute è tutto questo: è ricerca e sviluppo; è pace e progresso sociale; è prevenzione a tutto tondo, compresa la qualità della nutrizione delle persone, per evitare che si muoia perché obesi o perché denutriti, con una di quelle contraddizioni colossali del nostro tempo. Il confronto con le popolazioni in difficoltà, con le persone più fragili, ci aiuta a capire quanto la solidarietà sia essenziale anche come fattore di salute e quanto bene faccia al cuore e alla mente della gente, ma anche al corpo di chi ha bisogno di essere accolto per essere vestito, nutrito, curato; ma anche ascoltato, stimolato, valorizzato, in una logica umana che non si chiuda nella stretta cerchia dei propri diritti individuali. L’incontro di oggi è un incoraggiamento ad andare oltre sé stessi, oltre le proprie barriere, per guadagnare anche in salute mentale”, conclude la Binetti.
  • Paola Binetti

    BINETTI: RIDURRE COSTO FARMACI E MIGLIORARE CONDIZIONI DEL PERSONALE

    “La legge di Bilancio quest’anno è costantemente esposta a scosse di assestamento, in cui le voci sulla sua effettiva struttura appaiono ancora poco chiare. Non c’è dubbio che le due variabili principali, terremoto e migrazioni, hanno bisogno di risorse economiche in tempo reale. D’altra parte il finanziamento del SSN per il 2017 a 113 miliardi è certamente un dato positivo, coerente con il finanziamento dei nuovi LEA e con l’investimento nei farmaci innovativi. Ciò nonostante siamo ancora all’ultimo posto tra i paesi del G7, al di sotto della media UE, nonostante l’impegno del ministro della Salute e le tante preoccupazioni espresse dal Parlamento. Sono dati positivi anche le annunciate assunzioni del personale, medici ed infermieri, perché la stabilizzazione di 7000 persone, certamente riduce quella scomoda sensazione di precariato e aiuta a sentirsi più sicuri. Ma manca una vera politica di promozione e di sviluppo delle risorse umane, assolutamente necessaria se si tiene conto di quanta gente, ormai da diversi anni, in ospedale e sul territorio, è a disposizione dei malati e delle loro famiglie, senza limiti di orario, fronteggiando livelli pesanti di riduzione del personale e di conseguente disorganizzazione dei servizi”.

    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che insiste su due punti a forte caratterizzazione etica: “Prima di tutto il costo eccessivo dei farmaci. Due anni fa sono stati introdotti i nuovi farmaci, ma da allora praticamente solo una persona su otto, tra quelle con epatite C aventi diritto alla terapia, è stata trattata con la nuova cura, che ha un tasso di guarigione superiore al 95%, presenta meno effetti collaterali rispetto alle terapie precedentemente disponibili, e può completamente curare la malattia entro tre mesi. Ma il suo costo resta proibitivo per l’intero sistema e obbliga a circoscrivere in modo sempre più selettivo le persone che possono accedervi. E poi la mancata valorizzazione del personale già strutturato, spesso schiacciato tra un approccio vessatorio da parte della dirigenza, preoccupata più dei bilanci che della salute dei pazienti, e l’atteggiamento rivendicatorio degli stessi pazienti e delle loro famiglie, che ha dato vita ad una medicina difensiva, anche lei carissima sul piano economico. Ancora una volta – conclude Binetti – sono logiche di natura economica quelle che invece di immettere risorse preziose per la promozione del SSN, le assorbe con il doppio e perverso meccanismo dell’assurdo costo dei farmaci e dell’approccio risarcitorio, che scatta davanti alla delusione per risultati che sul piano personale non appaiono soddisfacenti”.

  • BINETTI: NO A ABBANDONO TERAPEUTICO DEI MALATI ONCOLOGICI.

    “Mancano meno di 100 giorni al 16 gennaio 2017, giorno in cui tutti i medici in servizio presso gli hospice italiani pubblici e privati accreditati con il servizio sanitario nazionale dovranno avere le carte in regola con i requisiti previsti dalla legge 38 del 2010. La maggioranza dei pazienti ricoverati presso gli hospice sono malati oncologici per i quali le terapie specifiche non hanno più i tanto desiderati effetti terapeutici. Non a caso la recente legge di Bilancio in attesa alla camera in questi gironi prevede un investimento di oltre 500 milioni per i farmaci innovativi, appositamente studiati per loro. Uno sforzo concreto da parte del governo e una scelta decisamente importante nei confronti di una delle patologie più diffuse sul territorio nazionale. Ma arriva comunque un momento in cui anche l’innovazione più avanzata in campo farmacologico deve cedere il passo alle cure palliative, perché se non è possibile guarire tante malattie, è sempre possibile prendersi cura dei malati. Ma per prendersi cura dei malati in questa fase servono medici palliativisti e speriamo che tra i 7000 medici che si potranno assumere con l’approvazione della legge di bilancio ci siano anche molti medici palliativisti.“ Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che della legge è stata prima presentatrice e poi relatrice. 

    “Tra i medici palliativisti ci sono competenze molto diverse, alcuni sono specialisti in anestesia, altri in oncologia e in medicina interna; altri ancora in geriatria e in ematologi ma c’è un gruppo che, pur sprovvisto di specializzazione, da anni lavora negli hospice a stretto contato con questi pazienti e con le loro famiglie. In questo modo ha acquisito un’esperienza specifica proprio nel settore delle cure palliative. A loro si chiede una certificazione che dimostri di aver prestato servizio nella rete delle cure palliative per tre anni, anche non continuativi. Si tratta di un passaggio delicato non solo per l’applicazione della legge, ma anche e soprattutto per la continuità sul piano terapeutico–assistenziale e va gestito bene per non produrre disagi a medici e malati. I malati di tumore hanno bisogno di farmaci innovativi, ma anche e soprattutto di una buona relazione con i loro medici, fino all’ultimo momento della loro vita, per non essere tentati da richieste che vogliano porvi fine. Diciamo no all’eutanasia non solo riducendo il dolore fino alla sua scomparsa, ma anche dicendo no all’abbandono terapeutico dei malati”, conclude la Binetti.
    Roma, 21 ottobre 2016