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    #Sanità, Lorenzin: entro luglio la riforma dei ticket

    Esenzioni in proporzione alla consistenza del nucleo familiare

    La riforma dei ticket si avrà entro il mese di luglio e prevederà esenzioni in proporzione alla consistenza del nucleo familiare. E’ quanto ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso di una conferenza stampa di Ap. “Il fattore famiglia – ha chiarito – e’ uno degli elementi principali della riforma dei ticket già prevista nel Patto della salute: è una certezza e inciderà sulle detrazione dei ticket. La commissione tecnica dovrebbe concludere i lavori entro luglio, questa è la data che ci siamo dati”.

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    GAROFALO: MINISTERO LAVORERA’ CON REGIONE #SICILIA PER GARANTIRE BUONA #SANITA’

    “Mi fa piacere che i componenti della maggioranza alla Regione, che hanno approvato questo Piano sanitario, stiano tornando sui propri passi dopo avere assistito alle proteste di dirigenti, medici, operatori sanitari in genere e cittadini contro la nuova rete sanitaria regionale e auspico, pertanto, che si voglia porre rimedio a quanto fatto, in tempi brevi”. Così il deputato di Alternativa Popolare Vincenzo Garofalo che continua : “Il Piano sanitario deve soprattutto rispondere agli intenti e alle direttive del Ministro della sanità Beatrice Lorenzin che si batte per livelli essenziali delle prestazioni soddisfacenti e uniformi su tutto il territorio nazionale e per l’eliminazione degli sprechi e che, da sempre e senza mezzi termini, mette al centro della sua azione il benessere dei pazienti. Al Ministero si lavorerà in stretta collaborazione con la Regione affinché si adottino i correttivi necessari a far sì che siano pienamente soddisfatte le esigenze dei pazienti e le istanze che provengono dai territori. Questo lavoro, di verifica e rettifica, va fatto anche nell’interesse di quegli operatori del mondo sanitario le cui competenze e professionalità non possono essere sprecate ma vanno valorizzate e tutelate come un patrimonio da non disperdere. Lo sosteniamo da sempre: un buon piano deve tenere conto sì delle norme ma mettendo sempre al primo posto i principi della buona sanità e il rispetto dei fabbisogni del territorio.Sono certo che il Ministro seguirà personalmente come promesso la vicenda intervenendo in modo deciso per correggere il tiro”, conclude Garofalo
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    Lorenzin: Studiamo con le Regioni l’eliminazione del ticket – Intervista a Il Messaggero

    Non possiamo accettare che l’asse della proposta politica venga strattonato a sinistra.

    Impediremo la riforma del catasto non si può colpire di nuovo la casa.  

    Ministro Lorenzin, Alternativa popolare è appena nata e già scendete sul sentiero di guerra? «Guerra? Dal 2014 siamo stati la forza più responsabile e continuiamo ad esserlo. Il governo è la garanzia non solo della stabilità, ma dell’attuazione delle riforme degli ultimi tre anni, così come di arrivare alla fine della legislatura con una legge elettorale che non consegni il Paese al caos. Ma non possiamo accettare che l’asse della proposta politica venga strattonato a sinistra. La barra deve restare dritta sulla crescita, con l’ambizione di impedire che l’Italia venga consegnata ai populisti».

    Alfano ha ricordato a Gentiloni che il governo non è un monocolore Pd… «Già. L’esecutivo deve governare nell’interesse degli italiani, volando alto. E deve tenersi alla larga delle vicende interne ai partiti che si consumeranno inevitabilmente nei prossimi mesi, ma anche i partiti devono fare lo stesso. Sono sicura che Gentiloni saprà trovare la sintesi nella coalizione e nel Paese».

    Nessuno crede alle minacce dei centristi, nessuno pensa che potreste davvero aprire una crisi. «Il tema non è la crisi, ma fare le riforme ed evitare di galleggiare un anno. Noi ci siamo, vogliamo come sempre incidere sui temi. Per questo sui voucher abbiamo fatto passare in Consiglio dei ministri, per senso di responsabilità, una norma che non ci mandava a fare un referendum al buio su una materia importante come il lavoro. Ma allo stesso tempo abbiamo avanzato una proposta per evitare il vuoto normativo che lascerebbe milioni di lavoratori senza una tipologia contrattuale. Abbiamo proposto l’estensione del lavoro a chiamata, il coupon lavoro per le famiglie e il volontariato e i mini contratti alla tedesca. Proposte concrete per problemi reali».

    E se non veniste ascoltati? «Perché non dovrebbero ascoltarci? Diciamo cose di buonsenso e abbiamo la forza nel governo e in Parlamento per farci sentire. Non possiamo più permettere che il ceto medio che sta soffrendo, che si è impoverito in Italia come nel resto d’Europa, non abbia una voce costruttiva. La classe media va tutelata e siamo, saremo, noi a farlo. Ad esempio impediremo l’approvazione della riforma del catasto così com’è stata ipotizzata in questi giorni».

    Perché? «Per come è stata disegnata, si rischia una nuova stangata per i proprietari degli immobili. Se non si sta attenti a come le nuove norme incidono sulla popolazione, si va a impattare sugli anziani, sulle famiglie che in passato hanno acquistato una casa come bene rifugio. Serve attenzione, prudenza. Non si può colpire fiscalmente di nuovo la casa».

    Tra le vostre rivendicazioni c’è anche la legge sulla legittima difesa. Qual è lo spirito? «Non certo di trasformare gli italiani in sceriffi. Ma vogliamo tutelare i cittadini aggrediti in casa propria: aumentando le pene per la violazione di domicilio, escludendo il risarcimento del danno subito da chi si introduce nel domicilio altrui e cancellando l’eccesso colposo di legittima difesa in caso di violazione di domicilio».

    Oggi inizia la road map per la revisione dei ticket sanitari. Quale sarà l’approdo? «Il mio obiettivo è quello di dare una risposta al 6,5% di italiani che, come ricorda Eurostat, non riesce ad avere accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie nonostante le riforme messe in campo che ampliano l’offerta di terapie gratuite per gli assistiti. Sono cittadini, prevalentemente residenti al Sud, anziani e in condizione di disagio, nuovi poveri, famiglie numerose o monoreddito. Persone che fino a pochi anni fa non avevano questi problemi e che oggi pagano il prezzo della crisi economica e rinunciano alle cure e non riescono a sostenere neppure i ticket. Spesso sono invisibili che non riescono più a far valere i propri diritti fondamentali».

    In concreto? «Oggi proporrò alle Regioni un tavolo tecnico misto per arrivare entro l’estate ad una proposta di revisione condivisa e innovativa. Abbiamo come punto di riferimento il patto della salute che prevede un sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria equo e sostenibile per le famiglie. Non escludo neanche una graduale eliminazione del ticket o una sua specifica destinazione a favore dell’assistenza agli anziani o alle famiglie in difficoltà. Sono ipotesi che analizzeremo nel tavolo tecnico».

    La Direzione di Ap chiede una legge elettorale senza ricatti. Chi ricatta? «La nostra proposta è sul tavolo: vogliamo trasferire l’Italicum della Camera al Senato, con uno sbarramento al 3% e il premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista. La rappresentanza va garantita, contemperandola con la governabilità e gli sforzi di aggregazione».

    Ap con chi si alleerebbe? «Le alleanze si fanno sui programmi, il sentimento comune e i valori condivisi. Le sommatorie algebriche non hanno anima. Sabato ci allargheremo ai centristi di Casini, ci candidiamo a rappresentare il Partito popolare europeo in Italia. Poi partiamo con le primarie del centro liberal popolare a cui abbiamo già avuto adesioni. Cerchiamo un’aggregazione che parta dal basso e riparli al primo partito degli italiani: gli astenuti. Il nostro obiettivo è dare una voce al ceto medio che in questi anni è stato intercettato dai populisti che hanno giocato sulla rabbia e sulla paura di una crisi globale, senza offrire proposte per migliorarne la condizione sul fronte del welfare, della riduzione del peso fiscale, degli aiuti a giovani e famiglie. Oggi ci sono decine di migliaia di giovani coppie che non si possono permettere di avere un bambino perché non hanno un reddito sufficiente. Questo è il tema del presente e del prossimo futuro. Dobbiamo mettere in campo nuove idee per sostenere il lavoro e il reddito delle famiglie con figli. Penso alle soluzioni francesi e tedesca, dare risorse economiche e servizi per il sostentamento dei bambini».

    Quanto vi spaventa il ritorno di Renzi? «Spaventati? Renzi ha inaugurato una stagione riformista che abbiamo condiviso convintamente. Se il Pd torna ad avere una guida forte, e finisce la conflittualità interna, è un bene per tutti. Ma noi non ci occupiamo del Pd, la nostra mission è costruire un centro liberale e popolare».

     

    di: Alberto Gentili

    fonte: Il Messaggero

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    Calabrò: Riparto FSN, apertura verso deprivazione ottima notizia. #sanità

    Qualcosa si muove e in meglio per la sanità delle Regioni del Sud. L’approvazione all’unanimità del riparto del fondo sanitario, raggiunto solo grazie a un correttivo che non ha tenuto conto solo del dato anagrafico penalizzante per la giovane Campania, indica l’inizio della caduta di veti contro il criterio della deprivazione socioeconomica“.

    E’ quanto afferma Raffaele Calabrò, capogruppo Ap in Commissione Affari Sociali della Camera.

    “L’istituzione di un tavolo di esperti dedicato allo studio di criteri che tengano conto di indice di mortalità e condizioni socioeconomiche nella distribuzione di risorse destinate alla sanità rappresenta il primo segnale concreto di cambiamento – prosegue Calabrò -. Al gruppo di esperti l’appello di portare a termine quanto prima i lavori, dalla loro parte hanno d’altronde già una solida letteratura scientifica internazional”.

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    Calabrò: Sul fine vita un testo lacunoso e ideologico

    SI RISCHIA L’EUTANASIA NON CI ARRENDEREMO 

    Non occorrono nozioni scientifiche o di bioetica per capire che il testo adottato dalla Commissione Affari Sociali della Camera sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), e del quale è iniziata la discussione sugli emendamenti, ha come unica finalità la possibilità di sospendere idratazione e alimentazione artificiale, che equivale all’introduzione dell’eutanasia passiva nel nostro Paese.

    È forte la sensazione che i sostenitori di questo testo siano mossi principalmente dal desiderio di intestarsi la vittoria ideologica della libertà assoluta di un soggetto di scegliere anche come e quando morire, imponendo al Servizio sanitario nazionale di assisterlo nel suicidio. Si vuole così riuscire laddove altri colleghi hanno fallito nelle precedenti legislature. Di questo e di nient’altro si tratta. Ciò spiega le enormi lacune di un testo scarno, contraddittorio e farraginoso. Basti pensare che vi si sancisce la possibilità di sospendere idratazione e alimentazione assistite, dimenticando di indicare quali debbano essere le condizioni cliniche e, quindi, quando inizi l’efficacia delle Dat. Si precisa cosa si può sospendere ma non da quando, e neppure in quale stato patologico. Invece mi pare pacifico che le Dat si debbano applicare solo in presenza di una situazione clinica di incapacità permanente, dunque in una condizione di “stato vegetativo”, per evitare il rischio – altissimo – che al paziente temporaneamente incapace di comunicare con il personale medico venga sospesa una cura salvavita. Nel testo del disegno di legge non ci si è soffermati sulla funzione di idratazione e alimentazione, ignorando che si tratta di forme di sostegno vitale necessarie e fisiologicamente indirizzate al nutrimento e ad alleviare le sofferenze del so:4 etto in stato terminale. Ciò che conta pare solo la libertà di poterne fare a meno. Quella in discussione è una proposta di legge privata persino delle sue finalità e di ogni principio. Eppure si tratta di legiferare in materia di «fine vita», di un momento dell’esistenza cioè in cui ma ormente si manifesta la fragilità dell’essere umano. Negli articoli del progetto il fine vita diventa un affare privato, sul quale si decide in un’epoca antecedente senza contemplare i cambiamenti nel frattempo intervenuti nella medicina, svilendo le figure del medico e del fiduciario ridotti a meri esecutori di volontà di morte già stabilite. Ma si può chiedere a un medico di attenersi rigidamente alle Dat e di ignorare il progresso scientifico nel periodo successivo alla loro sottoscrizione? Gli si può chiedere di non agire secondo scienza e coscienza, restando inerme dinanzi all’evoluzione di una patologia che potrebbe essere contrastata, senza neppure la possibilità di proporre alternative? Analogamente, non ha più senso un fiduciario che la proposta di legge ingabbia nelle disposizioni espresse dal paziente, senza poter dialogare con il medico quando lo rappresenta. L’articolato non è neanche al passo con i tempi, ignorando quanto i farmaci innovativi stiano cambiando la medicina. Si pensi a ciò che è accaduto in àmbito oncologico negli uhimi 5 anni, con l’arrivo di farmaci che non provocano più effetti collaterali e garantiscono alti tassi di guarigione: eppure, in presenza di una Dat in cui un soggetto ha espresso il rifiuto a ogni trattamento sanitario oncologico, perché riferito ai vecchi farmaci chemioterapici, davanti a un paziente privo di coscienza il medico non potrebbe proporre l’alternativa del farmaco innovativo «se non in presenza di motivate e documentabili possibilità di poter conseguire concretamente miglioramento nelle condizioni di vita», come si legge nel ddl. Ma in medicina non sempre tutto si può documentare. Quello in corso di discussione sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento è un testo che qualcuno vorrebbe inviare frettolosamente in Aula anche se non è condiviso da Area popolare, partito che è componente essenziale della ma oranza di governo, e anche se spacca il Paese, che in questo momento ha tutt’altre priorità sulle quali sono indispensabili condivisione e unità. La proposta di legge così formulata non avrà mai il mio voto favorevole, come quello di molti altri colleghi. Vale la pena mettere a rischio la maggioranza di governo per una battaglia ideologica di pochi o, come alcuni insinuano, è proprio questo il secondo fine? 

    Fonte: Avvenire 

    Di: Raffaele Calabrò

     capogruppo di Area Popolare in Commissione Affari Sociali della Camera 


  • Raffaele Calabrò

    Calabrò: nuovi #Lea, risposta concreta ai cambiamenti bisogni #sanitari

    «E’ fatta! Con la firma del premier Paolo Gentiloni al DPCM, cambiano dopo decenni i Lea in Italia. I nuovi livelli essenziali di assistenza rappresentano una risposta concreta alla necessità di un’organizzazione dei servizi sanitari sempre più improntata all’appropriatezza. E’ una risposta ai nuovi bisogni sanitari e ai cambiamenti epidemiologici intervenuti negli ultimi decenni. Si pensi all’aumento dell’invecchiamento della popolazione e alla consequenziale crescita delle disabilità che trovano risposta nell’aggiornamento del Nomenclatore dell’assistenza protesica che prevede ausili informatici e di comunicazione apparecchi acustici a tecnologia digitale e attrezzature domotiche». Lo afferma Raffaele Calabrò, Capogruppo Area popolare Commissione Affari Sociali Camera Deputati che conclude : «Ed è soprattutto un decreto coraggioso che include prestazioni tecnologicamente avanzate ed elimina quelle ormai obsolete sulla base non di opportunismo economico, ma delle evidenze scientifiche»
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    Calabrò: Ddl #Responsabilità #medici mette in sicurezza cittadini e medici

    L’approvazione al Senato del Ddl sulla responsabilità medica è un’ottima notizia per il Servizio sanitario nazionale. Un testo che rasserena i rapporti tra medico e paziente, garantendo al primo di poter decidere in scienza e coscienza, nel rispetto delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali, e al paziente sicurezza delle cure e garanzia del risarcimento dei danni. Il recupero del rapporto di fiducia tra medico e paziente ridurrà, notevolmente gli impatti della medicina difensiva ovvero l’inflazione di prestazioni sanitarie inutili e talvolta dannose, dettate il più delle volte da pazienti ansiosi e dal timore dei medici di incorrere in denunce”. Lo afferma Raffaele Calabrò, Capogruppo AP Commissione Affari Sociali Camera Deputati.

    “In tal modo si tutela la salute dei cittadini che troppo spesso si sottopongono a una dannosa e inutile esposizione ai raggi per patologie che non richiedono approfonditi esami di diagnostica. Non solo, con il consequenziale abbattimento di analisi ed esami inappropriati, si ridurranno automaticamente le liste d’attese, assicurando gli esami necessari nei tempi giusti, nel rispetto dell’equità di accesso alle cure sanitarie. Ora tocca alla Camera far sì che questo testo diventi quanto prima realtà”, conclude Calabrò.

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    MINARDO : MINISTRO #LORENZIN DIFENDERA’ OSPEDALI MODICA E SCICLI

    “Usciamo rafforzati e fiduciosi dall’incontro che abbiamo avuto oggi con il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. E visto che la Regione, ha mostrato solo disinteresse per i nostri ospedali ed ha assunto un atteggiamento ostativo e vessatorio nei confronti dei nosocomi di Modica e Scicli e della gente del nostro comprensorio, sarà il Ministro Lorenzin a difendere i nostri territori, la nostra gente e le nostre strutture ospedaliere da un Piano di riordino ospedaliero varato dal governo della Regione e dal suo assessore alla Salute, Baldo Gucciardi, arrogante nei confronti del ‘Maggiore’ e del ‘Busacca’” così il deputato di Area popolare, Nino Minardo.
    “E’ palese che siamo di fronte ad uno strumento di riordino redatto su ‘spinta’ politica e non certamente meritocratica. Il ‘Maggiore’, ha numeri e dati oggettivi e una volta che la Regione avrà trasmesso ufficialmente il piano per l’esame finale al Ministero, saranno il motivo per correggere questo obbrobrio amministrativo. Un obbrobrio che voleva danneggiare solo l’offerta sanitaria di Modica e Scicli, avallato dai colpevoli silenzi della dirigenza provinciale dell’ASP di Ragusa e che esaurirà la sua triste e disdicevole azione, una volta arrivato all’attenzione e alla firma del Ministro Lorenzin”, prosegue Minardo. “Non c’era una sola ragione per cui il ‘Maggiore’ ed il ‘Busacca’, dovessero subire il ridimensionamento previsto dal piano, mortificandone il presente ad ‘ospedale di base’ e presagendone un futuro buio e povero.  E il ministro Lorenzin questo concetto ce l’ha ben chiaro ed ecco perché correggerà questo Piano di riordino, dannoso per i nostri territori. Noi abbiamo ribadito ogni cosa e abbiamo trovato nel ministro un interlocutore eccellente e attento. Oltreché, risolutivo del problema. Non ci sono solo i quattro comuni iblei del comprensorio a sostenere questa battaglia ma c’è una comunità fatta dai comuni dell’area sud della provincia di Siracusa che sono con noi in questa battaglia che oggi, dopo quanto orchestrato da Gucciardi, dal governo della Regione e da quanti ne hanno sostenuto e difeso le scelte, ha avuto dalle parole e dall’impegno del Ministro Lorenzin, le risposte che serviranno a fare in modo che tutta l’offerta ospedaliera della provincia di Ragusa sia d’eccellenza e non sia penalizzato l’ospedale Maggiore di Modica, declassificandolo ad ospedale di base”, conclude Minardo.
     
    Roma, 11 gennaio 2017
  • Gioacchino Alfano

    G.ALFANO: #LORENZIN MANDERA’ ISPETTORI ALL’#OspedalediNola

    “Ho sentito il ministro Lorenzin sul caso del Santa Maria della Pietà, il presidio sanitario di Nola​, e mi ha assicurato che manderà gli ispettori. ​E’​ una situazione intollerabile e scandalosa”. A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.”Inoltre – aggiunge – chiedo al presidente De Luca di prendere provvedimenti seri anche perché in Campania ci sono tante strutture di eccellenza, così come tantissimi medici straordinari. ​E’​ ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale”.

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    Misuraca: Bene Lorenzin su #Ismett, premiata eccellenza siciliana. #Sanità

    Grande soddisfazione per la conferma del riconoscimento del carattere scientifico dell’Irccs Ismett di Palermo, annunciata dal ministro Lorenzin. Un intervento che premia il lavoro e l’impegno portati avanti in questi anni dall’Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapie di alta specializzazione, struttura di eccellenza per le attività di ricerca e assistenza e fiore all’occhiello della sanità siciliana. Si tratta di un’ulteriore conferma dell’attenzione del ministro Lorenzin e di tutto il governo nazionale alla Sicilia e al suo sistema sanitario. Condividiamo, infine, il sostegno e l’esortazione del ministro affinché la regione siciliana migliori sempre più la qualità dei servizi offerti”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Dore Misuraca, responsabile nazionale Enti locali di Ncd.