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    Lupi: Assurdo vietato pregare in scuola, un atto di vero oscurantismo. #Palermo

    Il divieto di pregare per i bambini di una scuola elementare e dell’infanzia di Palermo è un atto censorio grave. Così come l’aver fatto rimuovere dall’istituto una statuetta della Madonna e un immagine di Papa Francesco. Una sbandierata laicità che si sente minacciata da dei bambini che pregano è una laicità ben fragile, disposta a parole a difendere e rispettare tutte le religioni e le culture tranne quella cattolica. Non credo sia questo il modello educativo fatto di divieti oscurantisti e incomprensibili di cui hanno bisogno i nostri figli. Qui non si tratta di usanze, né tanto meno accettiamo i risibili e inappropriati riferimenti nella circolare del dirigente scolastico a pareri dell’Avvocatura dello Stato sulle celebrazioni di atti di culto nella scuola. Qui parliamo della storia che ha fatto il nostro popolo, il nostro tessuto sociale e solidaristico, della nostra identità, quella a cui quei bambini vengono educati in famiglia. Come spiegare a quegli stessi bambini che il Papa che vedono in tv non è più degno di entrare neanche come immagine nella loro scuola? Credo che il ministro Fedeli abbia qualcosa da dire su un’idea così gretta della laicità della scuola”. Lo dichiara il coordinatore nazionale di Ap Maurizio Lupi.

  • scopelliti2013-01-00263189000036h

    #SCUOLA, SCOPELLITI: RAGGIUNTO IN CONFERENZA UNIFICATA IMPORTANTE OBIETTIVO

    È stata raggiunta ieri in Conferenza Unificata l’intesa per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai 6 anni. La misura, prevista da una delle deleghe della Buona Scuola (Legge 107/2015), tra le altre cose assegna direttamente ai comuni 209 milioni all’anno. Sono risorse specifiche, aggiuntive e strutturali per migliorare la qualità di Nidi e Materne, aumentare l’offerta sul territorio e ridurre le rette che le famiglie devono sostenere.” Così in una nota il deputato di Alternativa popolare, Rosanna Scopelliti.
    “Ai comuni calabresi saranno destinati quasi 5 milioni di euro, prosegue la Scopelliti; auspico che questa opportunità venga raccolta dalla Regione per dare alle famiglie calabresi e ai bambini un servizio che fino ad oggi purtroppo è assai carente, in particolare sulla fascia 0-3 anni. La Calabria è infatti la penultima regione italiana per numero di iscritti ai servizi educativi rispetto alla popolazione in età: frequentano un nido o una sezione primavera circa 6.200 bambini su 49.000, solo il 12,7%”.
    “Le finalità della legge sono molteplici ma credo che nei primi anni di applicazione ci si debba concentrare su pochi obiettivi che diano effetti immediati e percepibili dalle famiglie. Portare l’offerta là dove non c’è e ridurre le rette sono questi gli assi sui quali la Regione e i comuni spero vorranno muoversi. Dobbiamo dimostrare di saper utilizzare questi soldi con rapidità, senza sprechi e in coerenza con le finalità della Legge se vogliamo vedere incrementata già dal prossimo anno la quota del Fondo destinata alla Calabria. Raggiungeremo così l’obiettivo di dare alle famiglie calabresi una opportunità in più e ai bambini l’occasione di porre le basi per un futuro migliore. È infatti dimostrato che i bambini che frequentano Nidi e Materne hanno maggiore probabilità di non perdersi per strada nel loro percorso scolastico successivo e dunque di essere fagocitati dalla criminalità e dalle mafie,” conclude la Scopelliti.
  • scuola-media

    #Scuola, Lupi: Bene linee guida contro discriminazioni, no insegnamento #gender

    Niente insegnamento della teoria del gender nella scuola. Lo confermano le linee guida del Piano nazionale per l’educazione al rispetto presentate oggi dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Speriamo che questo ponga fine alle polemiche sul passaggio della legge della Buona scuola sull’educazione alla prevenzione del bullismo e alla discriminazione delle differenze. Sin da allora Alternativa popolare era stata molto chiara, con ripetuti interventi del sottosegretario Gabriele Toccafondi: insegnare ai ragazzi a non discriminare chi è diverso da sé, ad abbandonare ad esempio gli stereotipi sessisti nei confronti delle donne, nulla ha a che fare con la teoria del gender. Ci furono ben due circolari dell’allora ministro Giannini che lo precisarono, ora il contenuto di quelle circolari fa da premessa alle linee guida. Questo quanto ribadito oggi dal ministro Fedeli. E che mi trova d’accordo. Ben diverso è il caso di quanto sta invece succedendo alla Camera dei deputati dove è in discussione una proposta di legge di cui è relatrice una deputata del Pd che, contrariamente a quanto stabilito dal ministero, per l’ambiguità con cui è formulata di fatto permette di introdurre nelle scuole proprio l’insegnamento della teoria del gender. Contro questa proposta Alternativa popolare ha presentato ben 200 emendamenti. Sono stupito dalla schizofrenia che vedo spesso nel Pd che, non solo nel caso della scuola, concorda con i suoi alleati di governo proposte ragionevoli salvo poi contraddirle e contrastarle con iniziative improvvide e inopportune”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

  • Avvenire pdl educazione gender

    Scuola: “Educazione di genere”, ambiguità in una proposta di legge – Avvenire

    Partito democratico, M5S e Mdp presentano un testo alla Camera, proprio mentre il Miur sta ultimando la stesura delle Linee guida della Buona scuola. Famiglie preoccupate

    Per otto mesi è rimasta chiusa in un cassetto e adesso, a cento giorni dalla fine della legislatura, riemerge e si impone nell’agenda del Parlamento. Appoggiata da Pd, Movimento Cinque Stelle e Mdp, la proposta di legge “Educazione di genere” sarà posta in discussione da giovedì nella Commissione Cultura della Camera e i proponenti vogliono imporre la massima accelerazione al dibattito per arrivare, quanto prima, in Aula. L’obiettivo è seguire, in parallelo, il percorso delle Linee guida dell’articolo 16 della Buona scuola, quello sui Piani dell’offerta formativa, cercando di “indirizzare” il dibattito che il Ministero dell’Istruzione sta portando avanti da tempo attraverso anche il coinvolgimento delle associazioni delle famiglie. Che, sul tema dell’educazione di genere, sono rimaste scottate più volte nel recente passato e ora temono nuovi colpi di mano tesi a introdurre la “teoria gender” nelle scuole. Da qui l’irritazione che, in questi giorni, si respira nei corridoi di viale Trastevere, dove chi ha pazientemente tessuto i rapporti con le associazioni delle famiglie, ora teme che tutto torni a ingarbugliarsi. Anche dal punto di vista politico, dato che, nella maggioranza, Alternativa popolare ha già detto chiaramente che non appoggerà la proposta di legge. A far alzare le antenne alle famiglie, sono alcuni passaggi rivelatori del testo in discussione alla Camera. All’articolo 3, per esempio, si Iegge che la programmazione delle attività nelle scuole potrà contare sul supporto di «organismi/esperti esterni». E qui torna ad aleggiare il fantasma dell’Istituto Beck, autore degli ormai famosi (e famigerati) libretti Unar “Educare alla diversità a scuola” che, dopo le vibranti proteste delle associazioni dei genitori, sono stati tolti dalla circolazione dallo stesso Ministero. Senza dimenticare la Strategia nazionale 2013-2015, predisposta con la consulenza esclusiva di 29 associazioni Lgbt e senza il minimo coinvolgimento delle rappresentanze familiari, a partire dal Forum. I sospetti si fanno ancora più forti quando, poco più avanti, si legge che «il piano per l’educazione socio-affettiva e di genere è volto allo sviluppo delle competenze socio-affettive e di genere, attraverso la promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali, l’eliminazione di stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socioculturali fondati sulla discriminazione delle persone in base al sesso». Parole e concetti molto simili a quelli, appunto, della Strategia nazionale, che lega gli episodi di bullismo a «problemi legati a una cultura che prevede soltanto una visione eteronormativa e modelli di sessualità e norme di genere», mentre «le tematiche Lgbt trovano spazi marginali nelle aule scolastiche».

    Che la proposta di legge punti a un riequilibrio?

    di: Paolo Ferrario
    fonte: Avvenire

  • VOGLIA DI ANDARE VIA

    #Isoradio, Cicchitto: lettura #Costituzione obbligatoria in #scuole

     Fabrizio Cicchitto: Totalmente a favore della campagna della radio

    “Riscoprire la Costituzione significa riscoprire i valori su cui è nata la nostra Repubblica, rivivere quelle emozioni che hanno costruito il concetto stesso di democrazia. Per i giovani è ancora più importante fare questo viaggio, perché oggi sembra quasi un’opzione conoscere la propria identità civile. Per questo siamo totalmente a favore della campagna di Isoradio per rendere obbligatoria nelle scuole la lettura della Costituzione e ringraziamo il direttore Danilo Scarrone per le iniziative che andranno in onda sui suoi palinsensti per diffondere la conoscenza della Carta fondamentale, in occasione del 70esimo anniversario”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, deputato di Alternativa popolare.
  • Vignali Raffaello

    #SCUOLA, VIGNALI: BENE IMPEGNO GOVERNO PER FONDI EUROPEI PER #PARITARIE

    Apprezziamo l’impegno del ministro De Vincenti a inviare a Bruxelles, in tempi rapidissimi, la proposta formale di modifica dell’Accordo di Partenariato per i Fondi Europei (EFS e FESR) del PON Istruzione, al fine di includere le scuole prioritarie. Seguiremo con attenzione questo iter con l’obiettivo di sbloccare i fondi per le scuole paritarie prima della fine della legislatura”. Lo ha dichiarato Raffaello Vignali, deputato di Alternativa popolare, in merito all’interrogazione presentata oggi al ministro De Vincenti nel Question Time, per chiedere al governo la modifica dell’Accordo di Partenariato per i Fondi Europei e lo sblocco dei fondi per le scuole paritarie.

    “Un emendamento di Ap alla Legge di Bilancio 2016 – ha spiegato Vignali – ha infatti precisato che il PON 2014-2020, finanziato nel quadro dell’Accordo di partenariato, si riferisce a tutto il sistema nazionale di istruzione, quindi anche alle scuole paritarie, come prevede la legge Berlinguer 62/2000. La modifica dell’Accordo e lo sblocco dei fondi anche per le scuole paritarie è quindi necessario – ha concluso – per risolvere una discriminazione intollerabile”.

  • lupi1images

    #Scuola, Lupi: Parlano i fatti, si è tornati a investire in educazione

    “Capisco le esigenze tattiche e i riposizionamenti in vista della campagna elettorale, ma, ad esempio sulla scuola, Mdp dovrebbe avere il buon gusto di non contraddire quanto ha contribuito a fare in questi anni di governo. Faccio mia l’ironica risposta alla loro insoddisfazione del sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi: forse rimpiangono quando su scuole, università e ricerca si tagliava? L’istruzione in Italia per molti, troppi, anni è stata la Cenerentola nelle priorità di chi governava. Anni in cui le risorse per il sistema educativo sono state tagliate. Ora, finalmente, si è invertita la tendenza: solo nel 2017 all’assunzione di nuovi insegnati sono stati destinati 600 milioni, oltre ai 3 miliardi della legge di bilancio 2015 che ha finanziato la ‘Buona Scuola’, ai 4,6 miliardi per l’edilizia scolastica. Al fondo ordinario per le università statali sono stati aggiunti 55 milioni nel 2017 e 105 per il 2018 nel fondo ordinario. Nella legge di stabilità del 2017 per le Università statali sono stati aggiunti 55 milioni di euro all’Ffo, che salgono a 105 milioni dal 2018. 45 milioni annui per incentivare l’attività base di ricerca dei professori. 271 milioni per i Dipartimenti di eccellenza e 50 milioni di euro per all’assunzione di ricercatori. Continuare a denigrarci anche quando si fa qualcosa di positivo è un vizio nazionale che porta acqua solo ai disfattisti. Consiglio di smettere”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    MINARDO: INTERROGAZIONE AL MINISTRO SU QUALITA’ FRUTTA NELLE #SCUOLE

    Un controllo più severo sui prodotti che vengono utilizzati negli istituti scolastici grazie al programma “Frutta nelle scuole” per evitare il verificarsi di episodi spiacevoli che possono compromettere la salute dei bambini, degli insegnanti e di tutti gli operatori scolastici. E’ quanto ha chiesto con una interrogazione parlamentare il deputato di Alternativa popolare Nino Minardo al Ministro per le politiche agricole e forestali in merito ai risultati deludenti del progetto nato per favorire il consumo di frutta e verdura da parte di bambini in età scolare dai sei agli undici anni. “Il programma europeo però, sottolinea Nino Minardo, ha dato risultati contraddittori. In particolare si lamenta da parte delle famiglie e delle scuole una scarsa attenzione alla qualità dei prodotti forniti, frutta fuori stagione, evidentemente conservata o proveniente dall’estero, di scarsa qualità, o addirittura a pezzi in vaschette e sacchetti di plastica con aggiunta di conservanti. Tra l’altro in molte città d’Italia, compresa la provincia di Ragusa, pare che alcuni bambini ed insegnanti abbiano avuto problemi di salute, anche intossicazioni, legati probabilmente ai prodotti che sono stati mangiati nelle scuole. Le preoccupazioni delle famiglie, ma anche dei dirigenti scolastici e degli insegnanti sono parecchie e ampiamente documentate da numerosi articoli di stampa e lettere aperte di genitori sul web e sui social. Si tratta di una problematica per la quale bisogna porre immediatamente attenzione, ha esordito Minardo nella sua interrogazione al Ministro, bisogna tutelare la salute pubblica ed in particolare dei bambini visto che il programma è rivolto a loro. Bisogna, inoltre, rivedere il sistema delle gare di appalto per le forniture, che dovrebbe essere a livello regionale concentrando l’attenzione soprattutto sui prodotti locali di qualità che possono essere utilizzati con maggiori controlli. Le incongruenze riscontrate nel programma, tra l’altro, contraddicono quanto previsto dal progetto europeo stesso, ovvero che nella scelta dei prodotti frutticoli si sarebbero dovuti privilegiare prodotti di qualità certificati (D.O.P., I.G.P., Biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata certificata comprovandone la loro origine di prodotto comunitario al 100%. Nella scelta del prodotto si sarebbe dovuto tenere conto del carattere di stagionalità; finalità importanti che nella maggior parte dei casi non sono state rispettate”, conclude Minardo.
     
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    #SCUOLA, MINARDO: BENE NUOVE ASSUNZIONI MA ATTENZIONE ALLE ASSEGNAZIONI

     
    La scelta del Governo di assumere un numero oscillante tra 52.000 e 55.000 nuovi insegnanti è un dato certamente positivo, sia per la scuola italiana, oggi in grande difficoltà d’organico, sia per tanti giovani e meno giovani, laureati che da tempo attendono il coronamento di tanti sacrifici.” Lo dichiara in una nota il deputato di Alternativa popolare, Nino Minardo, che prosegue : “Esiste però un problema non ancora risolto in occasione della precedente tornata di assunzioni, e che rischia di riproporsi con grande drammaticità anche in questa occasione: la scelta necessaria per molte famiglie se accettare la nomina e quindi l’assunzione, ovvero privilegiare l’unità del nucleo familiare. Dando per assodato che non tutti potranno trovare la cattedra sotto casa o nella stessa città e dando per scontato che nemmeno i docenti sono cosi ingenui da richiederlo, è necessario però dare regole certe di assegnazione, e soprattutto non più astruse, ma fondate sul buon senso e sulla salvaguardia della fondamentale funzione sociale che la famiglia, anche quella degli insegnanti, merita; graduatorie in cui si tenga conto del rapporto tra luogo di residenza e destinazione, procedure certe per le successive mobilità ed i trasferimenti, identificazione di soluzioni agevolative anche in materia di trasporto aereo e di contributi agli affitti per gli insegnanti destinati fuori regione, sono alcuni degli strumenti possibili che chiediamo al Ministro dell’Istruzione di tenere in debito conto al momento delle assegnazioni. In questo panorama -prosegue l’onorevole Minardo- non deve però essere trascurata, né dimenticata la legittima richiesta di tanti insegnanti di potere quanto prima essere trasferiti vicino ai luoghi di residenza, evitando di scatenare quella che si configurerebbe come un’autentica “guerra dei poveri”, con gli insegnanti gli uni contro gli altri armati, ma senza alcuna possibilità concreta di risolvere il problema. Ecco perché invochiamo nei confronti del Ministro il massimo buonsenso e soprattutto la capacità di saper contemperare le esigenze dei neo assunti con quelle degli insegnanti già assegnati nello scorso triennio, consentendo a ciascuno di poter essere posto nelle migliori condizioni professionali, affettive ed anche economiche, di svolgere con serenità l’importante ruolo educativo e formativo cui è chiamato”, conclude Minardo.
     
  • Gabriele Toccafondi -olycom-01-00249158000075h-kaPF--672x351@IlSole24Ore-Web

    #SCUOLA, TOCCAFONDI: 9% #STUDENTI È STRANIERO, 60% NATI IN #ITALIA

    “Occorre partire dalla realtà per capire e conoscere l’immigrazione. In Italia il 9,2% della popolazione scolastica e’ straniero, 6 su 10 sono nati in Italia. Sono quasi 815.000 le alunne e gli alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle classi, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado. È fondamentale ascoltare le storie dei ragazzi di seconda o terza generazione, figli di migranti che per il 60% sono nati in Italia”. Così il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, intervenuto al convegno ‘Costruttori di ponti’. “Se si parte dalla realtà e non da una ideologia si capirà che l’integrazione e’ reale e possibile grazie anche e soprattutto alla scuola. Cari ragazzi- conclude il Sottosegretario- raccontate le vostre storie parlate voi, descrivete il vostro percorso. Così capiremo che l’integrazione non èuna possibilità da raggiungere ma una realtà già attuale da conoscere”.