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    LUPI: SENTENZA MILANO CHE HA NEGATO #STEPCHILDADOPTION CONFERMA QUANTO SEMPRE SOSTENUTO 

    ROMA (ITALPRESS) – “Forse adesso, di fronte alla precisione della sentenza del tribunale di Milano che ha negato la stepchild adoption a due donne che volevano adottare l’una la figlia dell’altra, avute per fecondazione assistita con il seme di un unico donatore, coloro che sostenevano che l’istituzione delle unioni civili riconosceva questo diritto alle unioni omosessuali hanno l’opportunita’ di ricredersi. Lo dico in modo particolare ai partecipanti del Family Day, che in virtu’ di questa convinzione si sono fatti sostenitori del No al referendum costituzionale”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare. “Accettando il compromesso sulle unioni civili, abbiamo sempre detto che si trattava di un istituto diverso dal matrimonio e che soprattutto non riconosceva alla coppia omosessuale il diritto all’adozione. Nulla veniva cambiato rispetto all’ordinamento attuale. Ed e’ quello che mette nero su bianco il Tribunale dei minori di Milano: l’adozione – aggiunge – non e’ un diritto degli adulti ma dei bambini abbandonati, secondo una casistica che la legge gia’ prevede e tra i quali non rientra quello della stepchild. Infatti, scrive la sentenza milanese, nella legge Cirinna’, come da noi fortemente voluto, c’e’ scritto che ‘resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti’. Il senso di ‘resta fermo’ per noi e’ stato chiaro sin dall’inizio: in materia di adozioni non ci sono novita’. Spero che ora sia chiaro per tutti”, conclude Lupi.

  • Raffaele Calabrò

    #Unionicivili, Sì a fiducia, testo migliorato è nostro successo

    “Questo Governo merita la fiducia perché grazie a un delicato lavoro di mediazione all’interno della maggioranza e all’impegno di Area popolare siamo riusciti a migliorare un testo dalle conseguenze sociali incalcolabili. Come Ap rivendichiamo tutto ciò come un successo politico. C’era un patto di maggioranza che andava assolutamente rispettato e se oggi votiamo la fiducia è perché siamo certi che il Governo rispetterà anche in futuro i risultati raggiunti nell’accordo, ben coscienti che la rottura del patto rappresenterebbe la rottura e la fine di ogni fiducia. Non si illudano alcuni colleghi che con questo testo siamo al primo passo verso altre modifiche, questo è il risultato ultimo e definitivo raggiunto”. E’ quanto ha dichiarato il deputato di Area popolare Raffaele Calabrò, intervenuto in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al ddl unioni civili.

     

    “Diamo la fiducia – ha aggiunto – senza avere neanche per un attimo il dubbio di aver tradito i principi e i valori in cu crediamo,  avendo lottato –  e di questo ringrazio in particolare il presidente Lupi –  per avere ottenuto che prima di oggi il Parlamento si esprimesse ufficialmente con l’approvazione della mozione sulla maternità surrogata contro la stepchild adoption, anche per evitare che la sua mancata previsione nella legge venisse poi di fatto bypassata dalle sentenze dei giudici. E proprio per questo Area  Popolare ha depositato una proposta di legge contro l’utero in affitto. Questo voto di fiducia non intende discriminare le unioni civili anche omosessuali, non siamo retrogradi né medievali – ha proseguito Calabrò – ma semplicemente e nettamente riteniamo che una cosa sia l’istituto matrimoniale, altra cosa sia il sacrosanto riconoscimento delle unioni civili cui spettano diritti individuali e sociali che oggi stiamo mettendo per iscritto nero su bianco, che possono essere raggiunti attraverso le norme senza alcun bisogno di giungere ad un’equiparazione tra coppie di fatto e matrimoni”.

    Leggi il testo completo dell’intervento

    Roma, 11 maggio 2016

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    Alfano: Grazie a noi via adozioni per coppie gay

    Testo esclude anche stepchild adoption

    Tribunali dovranno tenere conto legge

    (ANSA) – ROMA, 11 MAG – “Senza di noi le unioni civili sarebbero state una fotocopia del matrimonio e le adozioni per le coppie gay sarebbero state consentite. Questa e’ la verita’. In questo Paese, purtroppo, abbiamo la straordinaria capacita’ di parlare di una legge senza parlare di che cosa quella legge dice”. Lo dichiara il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

    “Approveremo oggi una legge sulle unioni civili e tutti discutono di voto di fiducia, dimenticando – aggiunge – come era il testo di quella norma quando e’ arrivata al Senato e come ne e’ uscita dopo il lungo e duro lavoro di Area popolare per farne una legge, appunto, sulle unioni civili e non sui matrimoni
    omosessuali”. “La legge che approveremo riconosce un nuovo istituto nettamente diverso dal matrimonio e dalla famiglia, creato in base all’articolo 2 della Costituzione, che parla di formazioni sociali, e senza alcun riferimento all’articolo 29, quello sulla famiglia. Il testo originario prevedeva le adozioni
    per le coppie omosessuali, quello che voteremo oggi le esclude categoricamente, cosi’ come esclude la possibilità della stepchild adoption”.(ANSA).

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    Lupi: AP voterà fiducia #Unionicivili, quella raggiunta è una buona mediazione”

    “Il testo sulle unioni civili che verrà sottoposto all’approvazione della Camera dei deputati dice in maniera chiara e netta che il nuovo istituto che si viene a creare è una formazione sociale e fa riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione, ben distinto dall’istituto della famiglia di cui parla l’articolo 29 della Costituzione. Nel testo che voteremo è chiaro il divieto di adozione per le coppie omosessuali, anche in forma indiretta attraverso la stepchild adoption. Quando il testo sarà legge i tribunali ne dovranno necessariamente tenere conto. L’approvazione della mozione che dice no all’utero in affitto rafforza ulteriormente questo divieto. Avessimo scritto noi la legge l’avremmo certamente fatto in maniera diversa, avremmo anche preferito che alla Camera non venisse posta la fiducia, ma diremo sì al testo che già abbiamo votato al Senato perché quella raggiunta ci sembra una buona mediazione e perché i patti si rispettano”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

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    Binetti: Parole Marchini su #unionicivili? Un’altra buona ragione per sostenerlo

    “Ecco un’altra buona ragione per sostenere Marchini nelle prossime amministrative: la sua posizione sulle unioni civili. Il futuro sindaco di Roma con la massima schiettezza ha dichiarato che, pur non avendo nulla contro il riconoscimento dei diritti civili, se venisse eletto non celebrerebbe unioni gay. Un bel segno di discontinuità con il sindaco precedente, quando Marino si affrettò a celebrare una serie di matrimoni gay, ovviamente alla presenza di un imponente apparato mediatico, anche in mancanza di una qualsiasi legge”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.

    “La Lista Popolari per Roma, promossa dalla Lorenzin e che anche io sostengo, è una lista giovane e creativa, che appoggia convintamente Marchini a cui chiede con insistenza una particolare tutela della famiglia e dei diritti dei bambini. Una cosa è riconoscere i diritti previsti dalla nuova legge, per altro non ancora approvata, alla nuova formazione sociale e cosa del tutto diversa è trattare la nuova coppia alla stessa stregua di un matrimonio egualitario, come ad alcuni piacerebbe credere e far credere. Il futuro sindaco – conclude Binetti – risponde molto opportunamente rispettando pienamente le coppie gay, ma restando nei confini della nuova legge, senza spingersi oltre, come piacerebbe fare ad altri aspiranti sindaci”.

  • Raffaele Calabrò

    CALABRO’: SUBITO AL VOTO MOZIONE CONTRO UTERO IN AFFITTO

    “Repetita iuvant. La richiesta di Area popolare di votare la mozione contro l’utero in affitto prima che si discuta la legge sulle unioni civili eviterà strane manovre e tiri mancini in zona Cesarini. Sulle unioni civili esiste un accordo di maggioranza, fondato sul sì al riconoscimento delle coppie di fatto e un chiaro no all’equiparazione con il matrimonio, all’utero in affitto e alla stepchild adoption. Ribadirlo, approvando la mozione contro l’utero in affitto, servirà ad arrivare al dibattito sulle unioni civili in un clima sereno e costruttivo, necessario per poter votare con la massima consapevolezza. Solo così si eviteranno voti basati su pregiudizi radicali”. Lo dichiara il parlamentare di AP Raffaele Calabrò.
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    Alfano: Adozioni capitolo chiuso il patto con il Pd è chiaro – Intervista a Il Messaggero

     «Le adozioni non si toccano, sarò intransigente»
    «Ora la legge sulla sicurezza, più militari in città»

     Sinistra Pd all’attacco dopo l’approvazione edulcorata delle unioni civili. Ma proteste anche da Massimo Gandolfini, l’organizzatore del Family Day per il quale l’Ncd avrebbe potuto fare di più. «Abbiamo fatto quello che ci eravamo impegnati a fare», dice il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. «Abbiamo detto sì ai diritti, no all’equiparazione al matrimonio e no alle adozioni per le coppie omosessuali. È evidente, se avessi dovuto scrivere io quella legge l’avrei scritta diversamente, ma è altrettanto chiaro, proprio dalla reazione di certi ambienti, che il mio ruolo è stato quello di arginare i rischi. Un conto sono i diritti patrimoniali delle persone dello stesso sesso, altro i diritti dei bambini, in primis quello di avere un papà e una mamma». 

    E a Gandolfini cosa risponde?

     «Vedo cattolici che giudicano il cattolicesimo degli altri secondo il loro personale metro di verità e ortodossia. Io, che non amo giudicare, mi ispiro a quanto ci ha insegnato San Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium vitae del 1995: “Quando non fosse possibile scongiurare o abrogare una legge (intrinsecamente ingiusta), un parlamentare, la cui personale assoluta opposizione fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuire gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica. Così facendo infatti non si attua una collaborazione illecita a una legge ingiusta, piuttosto si compie un legittimo e doveroso tentativo di limitarne gli effetti iniqui”. Ecco, se avessi detto no all’accordo con Renzi oggi il risultato sarebbe la Cirinnà approvata nella versione con le adozioni e con le unioni equiparate al matrimonio». 

    Ne è sicuro? 

    «Certo, grazie al voto dei grillini che dovevano riscattarsi davanti al proprio elettorato dal precedente stop e adesso erano pronti a votare qualsiasi cosa». 

    Il ministro Maria Elena Boschi dice che il governo farà ora una legge complessiva sulle adozioni. E voi?

     «Noi abbiamo già dato su questi argomenti e per questa legislatura per noi “rien ne va plus”. Il patto tra di noi è chiaro e lo stralcio delle adozioni non è solo su questo provvedimento ma in generale. Mai avremmo votato la legge se ci fosse stato detto che lo stralcio della stepchild era provvisorio, in attesa di una nuova legge. Su questo la nostra intransigenza è assoluta». 

    Bastano le norme attuali? 

    «Se si tratta di favorire le adozioni dei bambini senza mamma e papà perché abbiano un papà e una mamma, va bene. Se però questo diventa un trucco o espediente per fare altro, non ci stiamo. Abbiamo votato il maxi-emendamento perché era quello della maggioranza e riscriveva il testo in parti significative, e la legge che abbiamo votato non ha più il cognome della Cirinnà, non può più chiamarsi “Legge Cirinnà”» 

    Come giudica l’apporto dei verdiniani di Ala?

     «Potrei fare l’elenco di tutti quelli che con ritardo sono arrivati alle mie conclusioni dell’autunno 2013, quando per primo capii che non poteva più esserci futuro per una Forza Italia al carro della Lega. E non vedo alcuna prospettiva neppure per un partito della nazione. Ciononostante, la minoranza Pd continua a volere tutto ciò che nuoce a Renzi, l’allargamento della maggioranza lo vede come fumo negli occhi perché sottrae a loro il potere d’interdizione e di condizionamento verso Renzi». 

    A proposito di Lega, c’è stata bagarre a Roma e domani si prevedono contestazioni a Bologna all’inaugurazione dell’anno accademico.

     «Le nostre forze dell’ordine lavorano tutti i giorni per garantire che ciascuno possa esercitare il diritto di manifestare il proprio pensiero. Anche per i gazebo della Lega a Roma avevo fatto predisporre servizi e continueremo a lavorare in questo senso. Quanto a Bologna, è inaccettabile quanto si è verificato con le contestazioni al professor Angelo Panebianco, cui va tutto il nostro sostegno. I servizi per la sua sicurezza sono già operativi». 

    Immigrazione: se via via chiudono tutte le frontiere attorno alla Grecia, non rischia di riaprirsi la rotta adriatica verso l’Italia?

     «Siamo al lavoro su tutti gli scenari. Anzitutto, la Grecia non va lasciata sola. L’illusione di scaricare il problema su Atene porterebbe il sistema al collasso e sarebbe un guaio per tutti. Il rischio che si apra la rotta verso la Puglia passando per l’Albania c’è, va messo nel conto. Ma sarebbe un problema per tutta l’Europa, perciò dobbiamo lavorare insieme a tutti i nostri partner. Sappiamo cos’è stata in passato l’emergenza Albania e stiamo predisponendo un piano». 

    Ma l’Europa è lenta sul piano immigrazione? 

    «Questo è il vero problema. L’Europa finora è stata incapace di onorare gli impegni presi. Per la fine di marzo noi speriamo di avere concluso gli hotspot. Invece nonostante la vittoria di principio sull’equa distribuzione, sul ricollocamento dei profughi tra i 28 e sul rimpatrio degli irregolari le cose vanno molto molto male». 

    Gli scenari di guerra in Libia e il nostro possibile coinvolgimento nei raid aumentano il rischio di ritorsioni terroristiche in Italia?

     «Due vulcani sono ancora accesi: il conflitto siriano e l’instabilità della Libia. Bisogna che ci sia un governo unitario in Libia. Nei primi due mesi di quest’anno, il 96 per cento degli sbarchi in Italia sono avvenuti a partire da lì, dalla Libia». 

    Aumenta il rischio di infiltrazioni terroristiche tra i profughi? 

    «Mai escluso che ciò potesse avvenire, sebbene l’evidenza storica ci dice che a compiere gli attentati in Europa sono stati cittadini dei paesi in cui sono stati commessi. Noi abbiamo reso sempre più efficiente il controllo allo sbarco e siamo ormai quasi al 100 per cento delle identificazioni, potendo così separare i profughi veri dagli irregolari». 

    Caso Regeni. L’Egitto sta collaborando coi nostri investigatori?

     «Abbiamo segni di una collaborazione, ma questa deve portare alla verità. La collaborazione in quanto tale non è sufficiente, continuiamo a pensare che il governo egiziano abbia tutto l’interesse a darci la verità». 

    In Italia diminuiscono i reati perché siamo più sicuri o perché i cittadini non li denunciano più?

     «Il tema delle denunce o c’è sempre o non c’è mai. Il 2015 è stato l’anno col minor numero di reati nel decennio. Non siamo diventati il Paradiso terrestre ma abbiamo lavorato bene, dobbiamo fare ancora di più e questa è la ragione per cui voglio al più presto in Consiglio dei ministri il disegno di legge sulla sicurezza urbana, se possibile anche trasformandolo in decreto. E voglio un impiego più robusto dei militari: più militari nelle nostre città». 

    Quanti? 

    «Stiamo lavorando a un’ipotesi che vorrei operativa al più presto. Oggi, compresi quelli per il Giubileo, sono circa 6300. Ne voglio di più, voglio un impiego massiccio di militari nelle nostre città a presidio degli obiettivi sensibili, ne ho parlato coi sindaci che condividono il mio approccio. Sarebbe il segno di uno Stato forte e capace di creare deterrenza, cioè di mettere paura ai criminali».

    di Ventura Marco 
    Fonte: Il Messaggero 

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    Lupi: #UnioniCivili, le ragioni del sì a una legge controversa

    Matrimonio gay, no all’adozione, no all’utero in affitto.
    Certo, con la nostra azione non abbiamo assecondato chi sul popolo del Family Day forse aveva altri progetti, intestandosi un’opposizione dura e pura, un no intransigente a tutto che avrebbe fatto approvare la legge nella sua versione originaria e offerto il pretesto per l’indizione di un referendum come primo passo verso la costituzione di un soggetto politico di cui farsi rappresentanti e portavoce. No, questo non era e non è nelle nostre intenzioni. Crediamo che non lo sia neanche in quelle del popolo accorso in piazza San Giovanni e al Circo Massimo, e nemmeno dei suoi organizzatori, non tutti almeno.

    Quanto all’eticità del mio voto di parlamentare cattolico a una legge che non corrisponde a quello che la Chiesa dice della famiglia, io so che ognuno di noi è chiamato a dare testimonianza della sua fede e dell’intelligenza della realtà che si alimenta con la sua appartenenza alla Chiesa nel posto in cui lavora e con gli strumenti che ha disposizione. Io non devo testimoniare la coerenza con i mie ideali, con i miei valori, ma la ragionevolezza con cui cerco di realizzarli. In quanto deputato io devo lavorare per fare le migliori leggi possibili al servizio del bene comune, per bloccare quelle che al bene comune sono contrarie o per limitarne gli effetti se questo non fosse possibile. La decisione di “dare testimonianza” decidendo per una sicura ma nobile sconfitta, avendo la possibilità concreta di incidere in modo positivo sul testo di una legge, non è per me una scelta morale, ma una scelta politica. E comunque va presa insieme, tenendo conto di tutti i fattori che quella scelta implica e di tutte le conseguenze che comporta.

    Ma non lo dico io. Non lo dice un cattocomunista teorico del “camminare insieme” con lo spirito del mondo. Lo dice un Papa che è stato riconosciuto santo: Giovanni Paolo II nella Evangelium Vitae quando – parlando dell’aborto, altro che unioni civili – affronta il problema di coscienza in cui viene a trovarsi un politico nel caso in cui il suo voto risultasse determinante per favorire una legge più restrittiva, in alternativa a una più permissiva già in vigore o messa al voto. “Nel caso ipotizzato – scrive Papa Woytjla – quando non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista, un parlamentare, la cui personale assoluta opposizione all’aborto fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica. Così facendo, infatti, non si attua una collaborazione illecita a una legge ingiusta; piuttosto si compie un legittimo e doveroso tentativo di limitarne gli aspetti iniqui”.

    E si badi bene, non solo i parlamentari, ma i cattolici italiani, forse non tutti ma certamente molti, questo principio l’hanno applicato già almeno due volte: in occasione del referendum sulla legge 194 che non abrogava totalmente l’aborto ma ne limitava le possibilità, e astenendosi nel referendum sulla legge 40, confermando così una legge da tutti definita “cattolica”, ma che permetteva una pratica, la fecondazione articolare, che con la morale cattolica ha poco a che fare.

    In casi come questi l’intenzione morale è l’eliminazione di tutti gli aspetti ingiusti di una legge che qui e ora non si può eliminare, senza essere responsabili di altri aspetti ingiusti che non si vogliono e non si accettano, ma che non si è in grado di eliminare. Si valuta cioè quello che si può concretamente fare, perché non si è responsabili di ciò che è impossibile.
    Tutto questo, tornando alla parola d’ordine iniziale, “difendere la famiglia” non avrebbe senso se adesso non percorressimo con decisione la strada di nuove politiche fiscali e di welfare a sostegno della famiglia e del suo ruolo insostituibile nella società. Area popolare ha chiesto l’impegno in tal senso del Parlamento presentando una mozione alla camera dei deputati e una proposta di legge organica sulla materia, il Family Act. In un Paese dove nascono meno bambini che nel 1861 il coraggio di queste politiche e dei costi che le sostengono non è più rinviabile.

    Maurizio Lupi

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    Alfano: ora stralcio #stepchildadoption – Intervista al Corriere della Sera

    ROMA Ministro Angelino Alfano dunque ha vinto Ncd?
    «E tutto aperto, non è un fatto di vinti o vincitori. Noi siamo dalla parte del buon senso e sono cautamente ottimista».
    Addirittura?
    «Ci sono finalmente segnali di apertura che vengono dal Pd, ma Renzi sarà sottoposto a un violentissimo pressing della sua solita minoranza interna che non è contro di noi, ma contro di lui. Sapendo che non ci sono alternative a noi, sabota ogni ipotesi di accordo con Ncd nella piena e dolosa coscienza di fare del male a Renzi e al suo governo».
    Però Renzi ha annunciato che metterà la fiducia.
    «In realtà non siamo ancora al suo impegno formale. Per questo motivo sono ancora prudente e noi continuiamo a lavorare a tutti gli scenari possibili».
    Vi sarete parlati?
    «Certo, è ovvio che ogni ipotesi di fiducia presuppone un accordo preventivo con noi sul contenuto della legge e dunque lo stralcio dell’articolo 5 sulla stepchild adoption e la non equiparazione al matrimonio».
    Altrimenti?
    «Amici come prima e procediamo senza fiducia. Si va in Parlamento con voti segreti che questa legge giustifica e necessita trattandosi di temi in cui le libertà fondamentali sono in gioco. Alla fine ciascuno di noi tirerà le somme e deciderà se votare sì o no».
    Tiene il governo sotto scacco?
    «Se all’inizio avessi minacciato la caduta del governo, i cattodem non si sarebbero impuntati sulle giuste ragioni e il Movimento 5 Stelle per far cadere il governo avrebbe accettato il canguro provocando la nostra reazione. Con ricatti e minacce avrei prodotto danni gravissimi: Cirinnà approvata e noi ininfluenti».
    Da una posizione minoritaria ora dettare le condizioni?
    «Ho sempre puntato sul buon senso e ora è nei fatti che questo atteggiamento non è vintage o fuori moda. Vorrei fosse chiaro che questa è la nostra posizione, visto che di recente le leadership che si sono affermate nel Paese si sono impegnate una per il “vaffaday”, una per la ruspa e una per la rottamazione. Noi evidentemente siamo quelli della costruzione».
    Però alleati dei rottamatori.«Come dice un famoso spot di pneumatici, la potenza è nulla senza il controllo. Noi facciamo in modo che la macchina non sbandi». 

    Senza la retromarcia dei 5 Stelle sareste stati ininfluenti. 

    «La loro decisione di tirarsi indietro ha giocato moltissimo ma il punto è un altro. Il 6 febbraio quando Grillo ha lasciato libertà di coscienza io dissi: bene si riapre la partita. Tutti dissero che stavo esultando, in realtà prendevo atto che da quel momento in poi i 5 Stelle non avrebbero potuto fare da gregari e passacarte del Pd. Io non condivido nulla dei 5 Stelle, ma sono appassionato di politica. E ritengo che questa volta politicamente abbiano fatto benissimo».

     Costringete Renzi a spaccare il Pd? 

    «Non abbiamo mai cambiato posizione e oggi accogliamo con grande soddisfazione quella di Sabino Cassese, estensore della sentenza della Consulta del 2010, secondo il quale se si vuole si può fare la legge in mezz’ora, ma chi vuole adottare un disegno di legge con rinvii alla famiglia fa una forzatura inutile: interverrà la Consulta». 

    Eliminare l’articolo 5 non è uno strappo?

     «È la correzione del più grave difetto di impianto normativo e di comunicazione di questa legge. Non è normale che una stabile coppia eterosessuale non abbia la reversibilità per la quale ci si sta battendo per le coppie omosessuali. La sinistra chiede da anni diritti patrimoniali per i gay, ora che potrebbe raggiungere il traguardo pone la questione dei minori. Nessuno può negare il desiderio di genitorialità ma non si può affermare per legge il diritto ad avere un bambino». 

    Però negate a un bambino di avere due genitori.

     «Noi prevediamo diritti individuali e doveri individuali. Senza mischiarci i bambini, fare fotocopie di simil matrimoni, consentire l’utero in affitto perché è turpe mercimonio, come mettere la targhetta con il prezzo sul ventre di una donna».
    Di:fiorenza sarzanini

    Fonte: corriere della Sera 

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    BIANCHI: NON STRUMENTALIZZARE PAROLE PAPA MA AMMORBIDISCANO DIBATTITO INCANDESCENTE 

    Roma, 19 febbraio 2016. “Le sagge parole del Papa non devono dare luogo a strumentalizzazioni. Sono rivolte ai cattolici che sanno cosa vuol dire votare secondo una coscienza ben informata. Piuttosto, abbiano l’effetto di ammorbidire un dibattito che è diventato incandescente”. Così Dorina Bianchi, sottosegretario ai Beni Culturali e deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) ai microfoni di Sky Tg24.
     

    “È necessario, infatti, – conclude – un clima sereno per proseguire il dibattito e giungere a una soluzione condivisa. Il nostro auspicio è che vengano riconosciute le unioni civili ma senza la stepchild e l’equiparazione col matrimonio”.