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    #Vaccini, Pizzolante: Bene #Lorenzin sul #Veneto, ora fermare turismo scolastico verso San Marino

    “Sul territorio italiano abbiamo associazioni anti vaccini, a Rimini la più importante, e istituzioni che o non rispettano le prescrizioni previste dalla legge nazionale, il Veneto, anche in nome di una autonomia forzatamente imposta a tutto il Paese o avendo una propria autonomia statuale hanno scelto di non legiferare sul l’obbligo di vaccinazione. È un grande problema. Posizioni ideologiche o strumentali, collegate anche al prossimo referendum sull’autonomia veneta, rischiano di produrre danni rilevanti in termini di sicurezza sanitaria a tutta l’Italia. Il ministro Lorenzin ha reagito in modo giusto e opportuno. Il ministro e il governo devono intervenire con decisione e durezza, non si può mettere a rischio la salute dei bambini, soprattutto in un una fase storica in cui i processi migratori stanno facendo riaffiorare gravi malattie che erano state un tempo debellate. Solo per propaganda politica o, ancor peggio, per ideologia anti scienza. Invito il ministro ad una interlocuzione più stringente anche con San Marino, che con quello riminese è il territorio con la percentuale più bassa di vaccini. Lo invito anche ad intervenire per fermare il turismo scolastico verso le scuole di San Marino di bambini romagnoli per evitare le vaccinazioni. Prima di entrare in una vera e propria emergenza sanitaria”. E’ quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante.

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    CAUSIN: VENETO E’ ECCELLENZA MA NECESSARIO INTERVENIRE SU IRREGOLARITA’ EMERSE #RIFIUTI

     

    “Secondo il rapporto ISPRA del 2014 il Veneto si posiziona in modo eccellente. Il livello di raccolta differenziata è pari al 64,6% rispetto alla media nazionale del 42,3% grazie anche ad un sistema di raccolta secco – umido che interessa il 99%dei Comuni. In Veneto operano nel settore della raccolta e gestione dei rifiuti circa 1.500 aziende per una capacità di raccolta che è doppia rispetto al fabbisogno regionale” lo ha detto Andrea Causin, deputato di Area popolare, intervenendo in dichiarazione di voto sulla risoluzione relativa al lavoro svolto dalla commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

    La commissione di inchiesta ha fatto emergere alcuni casi di gravi irregolarità in cui, come è emerso dalle inchieste, i rifiuti pericolosi sono stati successivamente miscelati con i rifiuti autorizzati, attraverso la sofisticazione del codice CER e altri metodi di frode. In un quadro generale positivo emergono perciò casi di grave inquinamento, a macchia di leopardo, anche di carattere storico rispetto ai quali c’è l’esigenza di rafforzare il quadro normativo e la dotazione necessaria per le bonifiche e il ripristino, relativamente soprattutto ai 485 siti già mappati. Emerge, dunque, la necessità di semplificazione del quadro normativo e di contestualizzare le leggi poiché a volte i reati sono indotti da una complessità normativa fuori della realtà con cui è possibile operare” ha concluso.